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Angela Maria Savino

Angela Maria Savino, turese, è la finalista del Paola Campese Award

LEUCEMIE, NEL FRUTTOSIO SI NASCONDE LA BENZINA

CHE ACCELERA LO SVILUPPO DELLE CELLULE TUMORALI

LA SCOPERTA DI UNA GIOVANE SCIENZIATA PUGLIESE

Washington DC, 18 novembre 2020 – Il cosiddetto junk food, o una dieta troppo ricca di zuccheri, può contribuire ad accelerare lo sviluppo delle cellule tumorali nei malati di leucemia. I tumori, infatti, si cibano di alcuni nutrienti presenti nel nostro organismo e grazie a loro trovano la “benzina” per proliferare. Nel caso della leucemia solitamente si tratta del glucosio nel midollo, ma, una volta consumato questo, la malattia si sposta su tutto ciò che trova. «Le sue cellule si adattano rapidamente e passano ad attaccare il fruttosio, elemento molto presente in alcune diete, come quella americana, dove si fa largo uso di sostanze come il corn syrup o cibi zuccherati. Questo rischio è meno presente in una dieta come quella mediterranea».

Angela Maria Savino, figlia di Vito e Maria Pia Bellini, 36 anni, è research fellow al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, uno dei centri più importanti degli States per lo studio e la cura del cancro. La giovane scienziata italiana, grazie ai suoi recenti studi sul metabolismo della leucemia, è tra i finalisti del Paola Campese Award for Research in Leukemia, il premio che viene assegnato da ISSNAF, la fondazione che riunisce migliaia di scienziati e accademici italiani attivi in laboratori, università e centri di ricerca in Nord America.

«Questo premio è il modo tanto generoso quanto efficace con cui la famiglia Campese onora la memoria della figlia Paola, deceduta purtroppo a causa di una leucemia» commenta Damiano Rondelli, direttore della divisione di Ematologia e Oncologia dell’Università dell’Illinois a Chicago e Jury Chair del premio. «Efficace perché ogni anno vengono premiati giovani che presentano lavori scientifici di altissima qualità internazionale e che li vedono già proiettati a essere tra i leaders mondiali della ricerca scientifica nel prossimo futuro».

Cresciuta a Turi, in provincia di Bari, il percorso accademico di Angela Maria Savino inizia con la laurea in Biotecnologia industriale all’Università del capoluogo pugliese. Subito dopo si trasferisce in Lombardia, dove all’Università degli Studi Milano-Bicocca ottiene la laurea specialistica e il dottorato di ricerca. Tra il 2015 e il 2019 il suo lavoro la porta a Tel Aviv dove approfondisce le cause della migrazione metastatica della leucemia dal midollo al sistema nervoso centrale. Dal marzo dello scorso anno il trasferimento a New York, all’interno del laboratorio diretto da Michael Kharas. «Qui mi occupo soprattutto di come i tumori, e nello specifico la leucemia, possono essere plastici, cioè di come si adattano per sopravvivere. L’obiettivo è quello di creare terapie farmacologiche specifiche che vadano a colpire i meccanismi alternativi di proliferazione delle cellule».

La ricerca della scienziata italiana potrebbe rappresentare una svolta per la cura di alcuni tipi di leucemia. Anche grazie al prossimo ambito su cui si concentreranno i suoi studi: il metabolismo delle cellule staminali leucemiche, che sono le cellule di origine della malattia. Savino proseguirà la sua attività nell’istituto newyorchese almeno per un altro anno, ma il desiderio di riavvicinarsi ai luoghi d’origine potrebbero riportarla in Europa. «Mi piacerebbe tornare in Italia, anche se c’è un problema di fondi. Un’altra ipotesi è spostarmi a Londra, o in Svizzera, con l’obiettivo di creare un mio gruppo di ricerca. Sto anche valutando di cercare finanziatori per fondare una startup, una società che si occuperà di creare una piattaforma biocompatibile di rilascio controllato di farmaci antitumorali».

Il 1° dicembre, presso la ITALIAN SCIENTISTS & SCHOLARS IN NORTH AMERICA FOUNDATION (ISSNAF), l’evento annuale virtuale in cui si assegneranno i premi in 4 categorie

LOTTA AL COVID, LEUCEMIE, AI, NUOVI MATERIALI:

L’ISSNAF PREMIA I MIGLIORI PROGETTI DI RICERCA
DEI GIOVANI SCIENZIATI ITALIANI IN NORD AMERICA

Hanno fatto scoperte sulla risposta immunitaria nei malati di Covid, studiano gli effetti del virus sui vasi sanguigni, o ne analizzano la composizione con super microscopi elettronici. Cercano nuove strade per la cura della leucemia, sviluppano sistemi di intelligenza artificiale per lottare contro il cambiamento climatico o acceleratori di particelle per studiare la struttura dei materiali. Sono i finalisti degli Young Investigator Awards assegnati da ISSNAF, la fondazione che riunisce migliaia di scienziati e accademici italiani attivi in laboratori, università e centri di ricerca in Nord America. Le loro sono storie di giovani menti brillanti che in diversi campi, dalla medicina, all’ingegneria, alla computer science, tengono alto il nome della nostra ricerca negli Stati Uniti e in Canada.

Nel corso dell’evento annuale di ISSNAF, che si terrà il 1° dicembre 2020 in modalità digitale (qui il link per registrarsi), in collaborazione con l’Ambasciata italiana di Washington, e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, saranno proclamati i vincitori di ciascuno dei 4 premi tematici:

Embassy of Italy Award per i ricercatori che stanno contribuendo alla lotta contro il Covid-19,

Paola Campese Award per la ricerca sulle leucemie,

Franco Strazzabosco Award per l’ingegneria,

Mario Gerla Award per la ricerca nelle scienze informatiche.

È già deciso invece chi si aggiudicherà il Lifetime Achievement Award 2020: andrà a Guido Calabresi, giurista nato a Milano nel 1932 e trasferitosi negli Usa sin da giovanissimo, il “premio alla carriera” di ISSNAF. Professore emerito alla prestigiosa Law School dell’Università di Yale, di cui è stato preside, e giudice federale della Corte d’Appello del Second Circuit con giurisdizione in tre stati, Connecticut, New York e Vermont.

«I finalisti per i tre premi annuali dell’Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF), cui quest’anno si è aggiunto un premio speciale per la ricerca sul Covid-19 istituito dall’Ambasciata, sono giovani guidati dalla sete di nuove scoperte e dal desiderio di tagliare traguardi ambiziosi, anche di fronte a difficoltà e sfide che sembrano insormontabili» dichiara l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Armando Varricchio. «Giovani italiani all’estero che sono il riflesso della forza del nostro Paese e del prestigio di cui godono i nostri ricercatori e i nostri scienziati in Nord America. La loro determinazione e preparazione, la loro fiducia nella scienza e il loro contributo alla ricerca dell’eccellenza sono una garanzia per un futuro migliore».

«Nonostante lo stress dei mesi scorsi dovuto alla pandemia, la partecipazione ai premi ISSNAF Young Investigator Awards è stata robusta, e i concorrenti finalisti sono di ottimo livello» commenta Cinzia Zuffada, presidente di ISSNAF. «L’impossibilità di radunarci all’Ambasciata d’Italia a Washington DC per il consueto evento annuale ci ha portato alla ideazione di un Symposium virtuale in ottobre per consentire ai finalisti di presentare la loro ricerca alle giurie e al pubblico, arricchito dalla offerta di materiale sul sito ISSNAF. Paradossalmente, questo evento ha consentito una maggiore partecipazione sia dal Nord America che dall’Italia, che in parte compensa la delusione di un mancato evento in presenza».

Young Investigator Awards: i finalisti

Embassy of Italy Award

Jessica Gambardella, originaria di Napoli, lavora all’Albert Einstein College of Medicine di New York, dove indaga il coinvolgimento di vasi ed endotelio, il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, nei pazienti che contraggono il virus. Alba Grifoni, originaria di Roma, ricercatrice del La Jolla Institute for Immunology, in California. La sua ricerca si basa sulle cellule T e la risposta immunitaria “crociata”, cioè causata da altri virus più comuni, nei pazienti affetti e poi guariti da Covid. Francesca Vallese, di San Donà di Piave (Ve), alla Columbia University studia l’utilizzo di CryoEM, una tecnica di microscopia elettronica a trasmissione in cui il campione viene studiato a temperature criogeniche, per analizzare la proteina E, una delle più importanti proteine SARS-CoV-2 legate alla sua replicazione e virulenza.

Paola Campese Award

Patrizia Mondello, di Messina, ricercatrice al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ha scoperto il meccanismo che consente di riattivare il sistema immunitario e di inibire la proliferazione delle cellule linfomatose nel Linfoma B, uno dei tumori più aggressivi. Angela Maria Savino, originaria di TURI della provincia di Bari, sempre allo Sloan Kettering Cancer Center studia il metabolismo della leucemia, scoprendo in particolare come la malattia trovi nel fruttosio il nutriente per proliferare. Davide Seruggia, di Vimercate (Mb), alla Harvard Medical School di Boston ha studiato il gene MYC, l’acceleratore della proliferazione cellulare, per trovare nuove terapie capaci di inibire leucemie e tumori.

Mario Gerla Award

Stefano Ermon, nato a Trento e professore di informatica alla Stanford University, ha elaborato un algoritmo avanzato che, analizzando le immagini satellitari, riesce a prevedere povertà, effetti del cambiamento climatico, inquinamento e spostamenti di popolazioni. Ferdinando Fioretto, originario di San Severo (Fg) e professore alla Syracuse University di New York, ha sviluppato un sistema che, attraverso l’intelligenza artificiale applicata a reti elettriche e trasporti, riesce a contribuire alla lotta al riscaldamento globale.

Franco Strazzabosco Award

Marco Bernardi, nato a Roma, a Caltech (California Institute of Technology) sviluppa calcoli di meccanica quantistica volti a comprendere la dinamica degli elettroni nei materiali, per svilupparne di nuovi e trovare applicazioni nei più vari campi dell’elettronica. Emilio Nanni, nato a Miami ma con origini bolognesi, ingegnere fisico alla Stanford University, lavora ad un potente acceleratore di particelle realizzato tramite l’utilizzo di speciali onde con cui è possibile manipolare i fasci di elettroni, catturando in un istante le strutture dei materiali. Una scoperta che potrà avere importanti ricadute a livello medico e clinico. Infine Marzia Parisi, di Roma, lavora per la NASA al Jet Propulsion Laboratory del Caltech di Pasadena, in California, dove indaga, attraverso simulazioni al computer, la presenza di acqua o di oceani sotterranei sulle lune di Giove.

ISSNAF Annual Event: il programma

All’evento annuale di ISSNAF, che quest’anno si terrà in modalità virtuale, parteciperà con un intervento in diretta dall’Italia il ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi. L’evento si aprirà alle ore 12.00 EST (le 18.00 in Italia) con il saluto di benvenuto dell’Ambasciatore Armando Varricchio e della presidente di ISSNAF Cinzia Zuffada. Seguiranno le video testimonianze di tre ospedali italiani finanziati grazie alla speciale raccolta fondi “Covid-19 Fundraising” promossa nella primavera 2020 dalla fondazione in partnership con l’Ambasciata. Antonella Nota, Office Head dello Space Telescope Science Institute di ESA e Chair del Consiglio Scientifico di ISSNAF, presenterà il Lifetime Achievement Award al prof. Guido Calabresi. Quindi, dalle 12.40, la presentazione degli Young Investigator Awards e la proclamazione dei vincitori. Per ciascuno dei premi interverranno i rispettivi Jury Chair: Damiano Rondelli (University of Illinois), per il Paola Campese Award; Marcello Romano (Naval Postgraduate School), per il F. Strazzabosco Award; Elisa Bertino (Purdue University), per il M. Gerla Award; Camillo Ricordi (University of Miami), per l’Embassy of Italy Award. In chiusura, la vice-presidente di ISSNAF Enrica D’Ettorre annuncerà i piani della fondazione per l’anno 2021.

ISSNAF – Fondata nel 2007 sotto gli auspici dell’Ambasciata Italiana negli Stati Uniti su iniziativa di 36 noti scienziati ed accademici, tra cui 4 Premi Nobel, ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) è l’organizzazione non profit che promuove la cooperazione in ambito scientifico, accademico e tecnologico tra ricercatori e studiosi italiani che operano in Nord America ed il mondo della ricerca in Italia. Con un network di oltre 3.000 affiliati, che annovera illustri scienziati e giovani ricercatori, ISSNAF rappresenta la diaspora intellettuale italiana in tutto il Nord America ed è un ponte che collega le due rive dell’Atlantico, per consentire la condivisione e la valorizzazione di un inestimabile patrimonio conoscitivo e di identità. Nella sua attività, ISSNAF collabora con altre organizzazioni e fondazioni, istituzioni ed enti governativi, tra cui l’Ambasciata Italiana, la rete Consolare e degli Istituti Italiani di Cultura negli Stati Uniti e in Canada.

Link per registrarsi all’evento annuale ISSNAF

Maggiori informazioni su www.issnaf.org

Andrea Fasulo

Blum. Business as a medium

confessioni di un moroteo

calco di MORO realizzato da Stefano Rossi per la città di Alberobello

Dopo una decina di giorni dall’esame di maturità, quando ancora non erano stati esposti i “quadri” nell’antico convento sede del liceo di Monopoli, venni assunto per chiamata dalla banca fasanese. Non ho mai appurato il perché dell’assunzione di un ragazzo di borgata (Pezze di Greco), quando sul marciapiede di quella banca ogni giorno si allungava la fila dei figli di azionisti con “robusti” conti in banca. Del diritto allo studio, neppure a pensarlo, dello statuto dei lavoratori, araba fenice; si studiava di notte.

Per il primo esame, filosofia del diritto, non mi fu dato il permesso perché ritenuto insostituibile allo sportello. Angosciato, pensavo ai sacrifici dei miei genitori: cinque anni in collegio salesiano di Cisternino, tre anni a pensione a Monopoli. Mi trovai ad un bivio: lasciare la banca o abbandonare il sogno della laurea che, specie nel dopoguerra, aveva il sapore di rivalsa per chi non era nato da “sacri lombi”.

Al secondo appello, secondo diniego al quale reagii forse in modo impulsivo: da domani non vengo più a lavorare. Per la banca sarebbe stato uno smacco inaccettabile. Erano i tempi in cui ancora fumavano le macerie di città distrutte durante il conflitto bellico. Il direttore, uomo perspicace, taglio corto dicendomi “vai e torna subito”. Una parola!

 Eravamo circa quattrocento gli studenti della cattedra del prof. Moro. Era la prima volta che vedevo il Maestro seduto tra padre Bozzi e il prof. Renato Dell’Andro, che nel precedente mese di luglio aveva presieduto la commissione giudicatrice dei miei esami di maturità a Monopoli; per tale ragione il professore mi salutò con un discreto cenno della mano.

I miei occhi erano sul Maestro, attratto dalla mitezza del suo sguardo. Uomo semplice che alcuni anni prima aveva tenuto le lezioni in divisa militare con “l’altissimo” grado di sergente maggiore, lui e il suo amico prof. Pasquale Del Prete, poi Rettore dell’Università di Bari.

Alle ore 13,00 breve sosta per un frugale cappuccino e ripresa fino alle 16 con rinvio al giorno successivo. Eravamo rimasti una quarantina. Poi soltanto io molto avvilito. Mentre il Maestro in piedi metteva ordine in una borsa nero-lucido, il prof. Dell’Andro mi fece cenno di avvicinarmi alla cattedra chiedendomi cosa fosse mai successo. Gli dissi che certamente non sarei ritornato visto come stavano le cose in banca. Cosa è successo, chiese il prof. Moro. Dell’Andro gli rispose che mi aveva conosciuto nel luglio precedente in sede d’esame di maturità a Monopoli, e che ero studente lavoratore con scarse possibilità di ritornare il giorno dopo. Il Maestro si risedette, rimise le carte fuori dalla borsa nero-lucido invitando Dell’Andro a “continuare l`esame iniziato a Monopoli”. Dopo 15-20 minuti, con la serenità del Suo volto pensoso e sofferto, chiese se bastasse. Come ritiene Lei, rispose Dell’Andro. Mi fu assegnato un voto che mi gratificò moltissimo. Dovevo correre alla stazione per prendere il treno, ove ve ce fosse ancora qualcuno, pena una notte sulle panche di legno fino al mattino successivo. Mi portai di fronte al Maestro, augurai la buona sera con un discreto inchino. Nel salutare il prof. Dell’Andro, questi mi tese la mano trattenendo la mia per richiamare l’attenzione sul prof. Moro che era rimasto con la mano tesa senza che io me ne fossi accorto. Confuso ed imbarazzato tornai al centro della cattedra, detti la mano al Maestro che mi fece gli auguri. Alla prima occasione chiesi al prof. Dell’Andro perché mai il Maestro mi aveva teso la mano facendomi gli auguri ?

Lei deve sapere, chiarì Dell’Andro, che il prof. Moro, promossi o bocciati, incoraggia gli studenti lavoratori facendo loro gli auguri. Era un modo tutto suo di incoraggiare il lavoro unito allo studio. ` Che il Maestro prediligesse i giovani, lo ha confermato quel drammatico marzo 1978 quando fu sequestrato. . Avrebbe dovuto presiedere il Consiglio dei Ministri, già fissato per le ore 11.00 fatto differire alle 12.00 perché relatore dei due suoi allievi. Nella Sua borsa color nero-lucido furono rinvenute le due tesi di laurea mai più discusse. Da quel giorno molti giovani hanno perduto la possibilità di “discutere la tesi del loro futuro” col nostro Maestro.

Quanti di noi lo ebbero docente e poi anche punto di riferimento nell’impegno pubblico ne custodiscono nel cuore e nella mente il ricordo di Maestro.

Orazio Ferrara

1 L’avv. Ferrara Orazio nato a Fasano, moroteo da giovane età, impegnato politicamente , è stato più volte Assessore provinciale e Sindaco e della città di Fasano, dove svolge la sua professione, per la quale si avvia alla “toga d’oro”.. Più volte consigliere dell’ordine degli Avvocati del Tribunale di Brindisi, vice Pretore per diversi anni, Amministratore dell’ Ospedale civile e dell’Azienda di Cura e Soggiorno di Fasano.

“Gli Auguri” furono formulati in occasione dell’intitolazione della SM di Mesagne III nucleo allo statista, subito dopo essere stato barbaramente ucciso.

Turi, come molte altre città, ha visto l’impegno dell’on. Moro ed ascoltato le sue parole nei comizi o occasioni ufficiali; a lui ha dedicato una piazza; estimatore ed amico, Simeone Maggiolini, presidente del centro Studi A. Moro, tiene viva la sua memoria organizzando celebrazioni e dibattiti sulla persona dello Statista.

Ha pubblicato un opuscolo:  sulle orme di un uomo, un libretto che si legge alla svelta e raccoglie la sua esperienza politica col suo maestro di vita.    Sulle orme di un uomo Simeone presenta, quasi in una successione di immagini,  particolari esperienze umane  vissute prima di Moro, i ricordi dell’infanzia durante il periodo fascista, la conoscenza del professor Aldo Moro negli ambienti universitari e di partito, i primi approcci alla politica nelle file della Democrazia cristiana, l’impegno nell’Amministrazione del comune di Turi.
Una testimonianza di vita del tutto personale, sentimenti di sincera amicizia, stima e gratitudine nei confronti di Moro, vissuti saldamente anche quando le vicende politiche generali e del partito potevano scalfirli o attenuarne l’intensità.

Una lapide allo Statista pugliese lo stesso Maggiolini ha fatto collocare nella piazza omonima.

Chi vuol ricevere, gratuitamente, l’opuscolo:  sulle orme di un uomo, lo può richiedere a: palmigio@gmail.com