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A Turi, sulla facciata prospiciente del 1 piano dell’abitazione in via Magg. Orlandi angolo via Martinelli, vi è una lapide, dai caratteri sbiaditi e  che porta in alto un medaglione di bronzo molto ossidato raffigurante un uomo altero incorniciato da foglie di alloro: quel volto appartiene a  De Donato di Pietro (medico di Polignano, oratore della Società segreta “Nuova Sparta”) e Angela Zita , sposato con Teresa Caracciolo (1831-1911), morto il 27 aprile 1898 all’età di 77 anni. La lapide è opera dello scultore Michele Accolti di Conversano.

L’Amministrazione pose quella lapide, l’anno dopo la sua morte,  per gratitudine ed ricordare ai posteri   la sua azione di medico condotto; un comitato, presieduto da Giovanni Torchiarulo,  il dott. veterinario Domenico  Resta di Raffaele e Lorizio Giovanni A.

L’epigrafe fu dettata da suo nipote, prof. Pietro De Donato Giannini:

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Angela Maria Savino

Angela Maria Savino, turese, è la finalista del Paola Campese Award

LEUCEMIE, NEL FRUTTOSIO SI NASCONDE LA BENZINA

CHE ACCELERA LO SVILUPPO DELLE CELLULE TUMORALI

LA SCOPERTA DI UNA GIOVANE SCIENZIATA PUGLIESE

Washington DC, 18 novembre 2020 – Il cosiddetto junk food, o una dieta troppo ricca di zuccheri, può contribuire ad accelerare lo sviluppo delle cellule tumorali nei malati di leucemia. I tumori, infatti, si cibano di alcuni nutrienti presenti nel nostro organismo e grazie a loro trovano la “benzina” per proliferare. Nel caso della leucemia solitamente si tratta del glucosio nel midollo, ma, una volta consumato questo, la malattia si sposta su tutto ciò che trova. «Le sue cellule si adattano rapidamente e passano ad attaccare il fruttosio, elemento molto presente in alcune diete, come quella americana, dove si fa largo uso di sostanze come il corn syrup o cibi zuccherati. Questo rischio è meno presente in una dieta come quella mediterranea».

Angela Maria Savino, figlia di Vito e Maria Pia Bellini, 36 anni, è research fellow al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, uno dei centri più importanti degli States per lo studio e la cura del cancro. La giovane scienziata italiana, grazie ai suoi recenti studi sul metabolismo della leucemia, è tra i finalisti del Paola Campese Award for Research in Leukemia, il premio che viene assegnato da ISSNAF, la fondazione che riunisce migliaia di scienziati e accademici italiani attivi in laboratori, università e centri di ricerca in Nord America.

«Questo premio è il modo tanto generoso quanto efficace con cui la famiglia Campese onora la memoria della figlia Paola, deceduta purtroppo a causa di una leucemia» commenta Damiano Rondelli, direttore della divisione di Ematologia e Oncologia dell’Università dell’Illinois a Chicago e Jury Chair del premio. «Efficace perché ogni anno vengono premiati giovani che presentano lavori scientifici di altissima qualità internazionale e che li vedono già proiettati a essere tra i leaders mondiali della ricerca scientifica nel prossimo futuro».

Cresciuta a Turi, in provincia di Bari, il percorso accademico di Angela Maria Savino inizia con la laurea in Biotecnologia industriale all’Università del capoluogo pugliese. Subito dopo si trasferisce in Lombardia, dove all’Università degli Studi Milano-Bicocca ottiene la laurea specialistica e il dottorato di ricerca. Tra il 2015 e il 2019 il suo lavoro la porta a Tel Aviv dove approfondisce le cause della migrazione metastatica della leucemia dal midollo al sistema nervoso centrale. Dal marzo dello scorso anno il trasferimento a New York, all’interno del laboratorio diretto da Michael Kharas. «Qui mi occupo soprattutto di come i tumori, e nello specifico la leucemia, possono essere plastici, cioè di come si adattano per sopravvivere. L’obiettivo è quello di creare terapie farmacologiche specifiche che vadano a colpire i meccanismi alternativi di proliferazione delle cellule».

La ricerca della scienziata italiana potrebbe rappresentare una svolta per la cura di alcuni tipi di leucemia. Anche grazie al prossimo ambito su cui si concentreranno i suoi studi: il metabolismo delle cellule staminali leucemiche, che sono le cellule di origine della malattia. Savino proseguirà la sua attività nell’istituto newyorchese almeno per un altro anno, ma il desiderio di riavvicinarsi ai luoghi d’origine potrebbero riportarla in Europa. «Mi piacerebbe tornare in Italia, anche se c’è un problema di fondi. Un’altra ipotesi è spostarmi a Londra, o in Svizzera, con l’obiettivo di creare un mio gruppo di ricerca. Sto anche valutando di cercare finanziatori per fondare una startup, una società che si occuperà di creare una piattaforma biocompatibile di rilascio controllato di farmaci antitumorali».

Il 1° dicembre, presso la ITALIAN SCIENTISTS & SCHOLARS IN NORTH AMERICA FOUNDATION (ISSNAF), l’evento annuale virtuale in cui si assegneranno i premi in 4 categorie

LOTTA AL COVID, LEUCEMIE, AI, NUOVI MATERIALI:

L’ISSNAF PREMIA I MIGLIORI PROGETTI DI RICERCA
DEI GIOVANI SCIENZIATI ITALIANI IN NORD AMERICA

Hanno fatto scoperte sulla risposta immunitaria nei malati di Covid, studiano gli effetti del virus sui vasi sanguigni, o ne analizzano la composizione con super microscopi elettronici. Cercano nuove strade per la cura della leucemia, sviluppano sistemi di intelligenza artificiale per lottare contro il cambiamento climatico o acceleratori di particelle per studiare la struttura dei materiali. Sono i finalisti degli Young Investigator Awards assegnati da ISSNAF, la fondazione che riunisce migliaia di scienziati e accademici italiani attivi in laboratori, università e centri di ricerca in Nord America. Le loro sono storie di giovani menti brillanti che in diversi campi, dalla medicina, all’ingegneria, alla computer science, tengono alto il nome della nostra ricerca negli Stati Uniti e in Canada.

Nel corso dell’evento annuale di ISSNAF, che si terrà il 1° dicembre 2020 in modalità digitale (qui il link per registrarsi), in collaborazione con l’Ambasciata italiana di Washington, e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, saranno proclamati i vincitori di ciascuno dei 4 premi tematici:

Embassy of Italy Award per i ricercatori che stanno contribuendo alla lotta contro il Covid-19,

Paola Campese Award per la ricerca sulle leucemie,

Franco Strazzabosco Award per l’ingegneria,

Mario Gerla Award per la ricerca nelle scienze informatiche.

È già deciso invece chi si aggiudicherà il Lifetime Achievement Award 2020: andrà a Guido Calabresi, giurista nato a Milano nel 1932 e trasferitosi negli Usa sin da giovanissimo, il “premio alla carriera” di ISSNAF. Professore emerito alla prestigiosa Law School dell’Università di Yale, di cui è stato preside, e giudice federale della Corte d’Appello del Second Circuit con giurisdizione in tre stati, Connecticut, New York e Vermont.

«I finalisti per i tre premi annuali dell’Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF), cui quest’anno si è aggiunto un premio speciale per la ricerca sul Covid-19 istituito dall’Ambasciata, sono giovani guidati dalla sete di nuove scoperte e dal desiderio di tagliare traguardi ambiziosi, anche di fronte a difficoltà e sfide che sembrano insormontabili» dichiara l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Armando Varricchio. «Giovani italiani all’estero che sono il riflesso della forza del nostro Paese e del prestigio di cui godono i nostri ricercatori e i nostri scienziati in Nord America. La loro determinazione e preparazione, la loro fiducia nella scienza e il loro contributo alla ricerca dell’eccellenza sono una garanzia per un futuro migliore».

«Nonostante lo stress dei mesi scorsi dovuto alla pandemia, la partecipazione ai premi ISSNAF Young Investigator Awards è stata robusta, e i concorrenti finalisti sono di ottimo livello» commenta Cinzia Zuffada, presidente di ISSNAF. «L’impossibilità di radunarci all’Ambasciata d’Italia a Washington DC per il consueto evento annuale ci ha portato alla ideazione di un Symposium virtuale in ottobre per consentire ai finalisti di presentare la loro ricerca alle giurie e al pubblico, arricchito dalla offerta di materiale sul sito ISSNAF. Paradossalmente, questo evento ha consentito una maggiore partecipazione sia dal Nord America che dall’Italia, che in parte compensa la delusione di un mancato evento in presenza».

Young Investigator Awards: i finalisti

Embassy of Italy Award

Jessica Gambardella, originaria di Napoli, lavora all’Albert Einstein College of Medicine di New York, dove indaga il coinvolgimento di vasi ed endotelio, il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, nei pazienti che contraggono il virus. Alba Grifoni, originaria di Roma, ricercatrice del La Jolla Institute for Immunology, in California. La sua ricerca si basa sulle cellule T e la risposta immunitaria “crociata”, cioè causata da altri virus più comuni, nei pazienti affetti e poi guariti da Covid. Francesca Vallese, di San Donà di Piave (Ve), alla Columbia University studia l’utilizzo di CryoEM, una tecnica di microscopia elettronica a trasmissione in cui il campione viene studiato a temperature criogeniche, per analizzare la proteina E, una delle più importanti proteine SARS-CoV-2 legate alla sua replicazione e virulenza.

Paola Campese Award

Patrizia Mondello, di Messina, ricercatrice al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ha scoperto il meccanismo che consente di riattivare il sistema immunitario e di inibire la proliferazione delle cellule linfomatose nel Linfoma B, uno dei tumori più aggressivi. Angela Maria Savino, originaria di TURI della provincia di Bari, sempre allo Sloan Kettering Cancer Center studia il metabolismo della leucemia, scoprendo in particolare come la malattia trovi nel fruttosio il nutriente per proliferare. Davide Seruggia, di Vimercate (Mb), alla Harvard Medical School di Boston ha studiato il gene MYC, l’acceleratore della proliferazione cellulare, per trovare nuove terapie capaci di inibire leucemie e tumori.

Mario Gerla Award

Stefano Ermon, nato a Trento e professore di informatica alla Stanford University, ha elaborato un algoritmo avanzato che, analizzando le immagini satellitari, riesce a prevedere povertà, effetti del cambiamento climatico, inquinamento e spostamenti di popolazioni. Ferdinando Fioretto, originario di San Severo (Fg) e professore alla Syracuse University di New York, ha sviluppato un sistema che, attraverso l’intelligenza artificiale applicata a reti elettriche e trasporti, riesce a contribuire alla lotta al riscaldamento globale.

Franco Strazzabosco Award

Marco Bernardi, nato a Roma, a Caltech (California Institute of Technology) sviluppa calcoli di meccanica quantistica volti a comprendere la dinamica degli elettroni nei materiali, per svilupparne di nuovi e trovare applicazioni nei più vari campi dell’elettronica. Emilio Nanni, nato a Miami ma con origini bolognesi, ingegnere fisico alla Stanford University, lavora ad un potente acceleratore di particelle realizzato tramite l’utilizzo di speciali onde con cui è possibile manipolare i fasci di elettroni, catturando in un istante le strutture dei materiali. Una scoperta che potrà avere importanti ricadute a livello medico e clinico. Infine Marzia Parisi, di Roma, lavora per la NASA al Jet Propulsion Laboratory del Caltech di Pasadena, in California, dove indaga, attraverso simulazioni al computer, la presenza di acqua o di oceani sotterranei sulle lune di Giove.

ISSNAF Annual Event: il programma

All’evento annuale di ISSNAF, che quest’anno si terrà in modalità virtuale, parteciperà con un intervento in diretta dall’Italia il ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi. L’evento si aprirà alle ore 12.00 EST (le 18.00 in Italia) con il saluto di benvenuto dell’Ambasciatore Armando Varricchio e della presidente di ISSNAF Cinzia Zuffada. Seguiranno le video testimonianze di tre ospedali italiani finanziati grazie alla speciale raccolta fondi “Covid-19 Fundraising” promossa nella primavera 2020 dalla fondazione in partnership con l’Ambasciata. Antonella Nota, Office Head dello Space Telescope Science Institute di ESA e Chair del Consiglio Scientifico di ISSNAF, presenterà il Lifetime Achievement Award al prof. Guido Calabresi. Quindi, dalle 12.40, la presentazione degli Young Investigator Awards e la proclamazione dei vincitori. Per ciascuno dei premi interverranno i rispettivi Jury Chair: Damiano Rondelli (University of Illinois), per il Paola Campese Award; Marcello Romano (Naval Postgraduate School), per il F. Strazzabosco Award; Elisa Bertino (Purdue University), per il M. Gerla Award; Camillo Ricordi (University of Miami), per l’Embassy of Italy Award. In chiusura, la vice-presidente di ISSNAF Enrica D’Ettorre annuncerà i piani della fondazione per l’anno 2021.

ISSNAF – Fondata nel 2007 sotto gli auspici dell’Ambasciata Italiana negli Stati Uniti su iniziativa di 36 noti scienziati ed accademici, tra cui 4 Premi Nobel, ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) è l’organizzazione non profit che promuove la cooperazione in ambito scientifico, accademico e tecnologico tra ricercatori e studiosi italiani che operano in Nord America ed il mondo della ricerca in Italia. Con un network di oltre 3.000 affiliati, che annovera illustri scienziati e giovani ricercatori, ISSNAF rappresenta la diaspora intellettuale italiana in tutto il Nord America ed è un ponte che collega le due rive dell’Atlantico, per consentire la condivisione e la valorizzazione di un inestimabile patrimonio conoscitivo e di identità. Nella sua attività, ISSNAF collabora con altre organizzazioni e fondazioni, istituzioni ed enti governativi, tra cui l’Ambasciata Italiana, la rete Consolare e degli Istituti Italiani di Cultura negli Stati Uniti e in Canada.

Link per registrarsi all’evento annuale ISSNAF

Maggiori informazioni su www.issnaf.org

Andrea Fasulo

Blum. Business as a medium