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(Mikaìl Damaskinós) (Creta, notizie 1525-1586)

Madonna del Rosario tecnica mista su tavola, cm 334 x217

Conversano (Bari), Chiesa di San Benedetto

Informo gli amanti di arte, Storia patria che in Conversano il 31 maggio si concluderà la mostra del “tesoro di San Benedetto”.

Dopo interventi di restauro della Chiesa e dell’antico monastero di San Benedetto, si restituisce al pubblico un patrimonio storiografico, architettonico ed artistico mirabile e affascinante.

Dal 26 Gennaio, presso il Polo Museale comunale nel Castello di Conversano, negli ambienti dell’ex Monastero e presso la chiesa di san Benedetto è stata allestita una mostra “il tesoro di San Benedetto” che offrirà al pubblico l’immenso patrimonio artistico e culturale scoperto all’interno del Monastero della Città di Conversano a seguito dell’intensa attività di studio e restauro attuata nel Monstrum Apuliae.

Saranno esposti materiali preziosi ed opere di rilevante interesse artistico presentate insieme ad alcune “particolarità” esclusive del cenobio benedettino conversanese, in un percorso che comincia dalle fondamenta archeologiche della città antica (Norba) e prosegue attraverso i secoli fino al momento della soppressione di epoca napoleonica, ed anche oltre.
Un vero e proprio tesoro che, grazie ad un minuzioso lavoro di ricerca, finalmente esce allo scoperto confermando il prestigio e la ricchezza artistica, che hanno caratterizzato il monastero delle celebri badesse mitrate.

fino a mercoledì 31 maggio 2017
Conversano (Bari)
Castello Acquaviva d’Aragona
Corso Domenico Morea
9:00 – 13:00 / 16:00 – 20:00
ingresso a pagamento
5 euro intero, 3 euro ridotto
Info. 3883656909

clicca sopra per una slide fotografica

 il 23 marzo ’17 è stato un giorno speciale per la turese Giovanna Di Lauro, cgt Verdoni, che ha compiuto 100 anni.

In questi lunghi anni ha regalato sorrisi, valori, asciugato anche lacrime e dispensato soprattutto simpatia e amore.

Contornata dall’affetto della figlia Palmina e del figlio dott. Antonio Verdoni, dai familiari, dai tanti amici e  tanti ospiti della Casa Famiglia di Villa Cortese (Mi), Giovanna ha vissuto gioiosamente questo importante traguardo di vita.

Il Sindaco di Turi dott. Menino Coppi ha fatto sentire l’affetto del suo Paese natio facendole pervenire una pergamena commemorativa

Il Sindaco di Villa Cortese e di Dairago (Mi) hanno testimoniato l’evento insieme al parroco don Felice.

Accompagnata anche da musiche retrò la centenaria ha spenta  le candeline.

Giovanna Di Lauro, turese, da circa 6 anni si era trasferita al Nord per necessità assistenziali

Una fanova quest’anno, gigantesca come non mai, è stata eretta da Peppino Tateo classe 39 con l’aiuto dei suoi operai, in una traversa di via Casamassima nei pressi dello stabilimento ortofrutta dello stesso Tateo.

Grande quasi quanto quella di Novoli, in onore di S Antonio, questa di Turi, in onore di S. Giuseppe, è formata da tralci di vite legati in fasce provenienti da tutta azienda Tateo, accatastate in cerchi concentrici fino ad una altezza di circa  15 metri occupando un diametro di 30 metri.

 

 

foto immagini

volontario della libertà

Nel giorno della Memoria: Marino PalmisanoMarino Palmisano  “volontario della libertà”.

Il 10 maggio , ricorrerà l’anniversario di morte di Palmisano Marino (1922-2000), “Marinuccio” come affettuosamente era chiamato. Era nato il 1 agosto da Paolo e Pasqua Savino e con le sorelle Nina e Domenica abitava, prima di sposarsi, in via V. Orlandi, angolo via Dogali; suo unico figlio Paolo è stato un mio  amico; suonava la batteria nel gruppo musicale “i lupi”. Anche la moglie Margherita Di Venere (1930-2015) l’ha raggiunto nel mondo dei trapassati

La nuora Lucia Dell’ Aera , madre di Margherita e Marcella,  conserva gelosamente , appesa alla parete, una targa di riconoscimento, con la quale Marinuccio è stato insignito con un distintivo d’onore, “volontario della libertà”, con la seguente motivazione: per essere stato deportato nei lager tedeschi e aver rifiutato la liberazione e per non aver servito l’invasione tedesca e la Repubblica di Salò durante la Resistenza.

Marino, soldato, richiamato alle armi nel ’42, partì per la frontiera balcanica col 47° Reggimento Fanteria e dopo essere sbarcato a Cattaro il 21/6/42 rimase a Niksic e Bogeticì, 100 km circa da Dubrovnik, fino a quando l’Italia firmò l’armistizio. Il suo Reggimento si arrese ai tedeschi e i suoi fanti fatti prigionieri. Come molti altri, Marinuccio rifiutò di servire la Repubblica Sociale e, nel settembre del ’43, fu deportato in carri bestiame in Germania nei lager di Dorsten (60 km da Dortmund e da Dusseldorf), dove rimase prigioniero per 2 anni ed utilizzato come operaio nelle miniere (Baldur Leopold). . La foto in alto fu scattata durante i primi mesi della prigionia in Germania; in quel volto si coglie la sofferenza  di  quei prigionieri rinchiusi  in campi di sterminio. Marinuccio, all’arrivo degli alleati, si salvò dalla morte lasciandosi precipitare in un burrone molto profondo, mentre i suoi compagni venivano portati lontani dal campo e fucilati. Questa foto, sgualcita e parziale, è ora conservata come reliquia, viene pubblicata per non dimenticare e per testimoniare la crudeltà e la barbaria della guerra

Giovanni Palmisano

Arie di Natale turese

dsc_0756-1Turi 18 Dicembre 2016

Natale è:    luci che incantano,  legna che arde nel caminetto, profumo di dolci di vincotto, di faldacchea, di pettole, di bei ricordi, di amicizie rinnovate, di buoni propositi, di generosi gesti, di  serate in allegra compagnia, … di raduni di familiari e di comunità,  di sensibilità sollecitata verso gli altri, insomma un momento magico che fa rivivere un messaggio di speranza intorno alla celebrazione della nascita di un bambino particolare.

La comunità turese respira aria di festa per l’evento più universale: il Natale;

piazza S. Orlandi ospita quest’anno un albero ecologico, che brilla di caleidoscopiche luci in bottiglie di plastica; richiama l’avviamento della raccolta differenziata porta a porta; l’AROBA5 ha iniziato la raccolta dal 1 Dicembre a Turi e dal 15 ha fatto sparire tutti i cassonetti dell’indifferenziata; festoni di luci  illuminano via XX Settembre e via “dell’Orologio”.

La sera, le luci e le vetrine donano ai passanti infreddoliti immagini particolari; ne propongo alcune con la mia Nikon D3200 . CLICCA QUI’

gazeboStamane, una splendida giornata con un sole “primaverile” ha offerto ai turesi l’occasione per apprezzare le iniziative di alcune associazioni.

I ” MoTuri ” erano in piazza con moltissime moto e in costume natalizio per portare la strenna ai bambini;

video partenza moturi

in villa famiglia-al-centrol’Associazione “Famiglia in centro” ha tenuto un sit-in con bambini e genitori, mentre l’AROBa5 aveva un gazebo informativo per la differenziata.

per una carrellata fotografica clicca quì

I Gil … Accolti a Turi

Isabella Accolti G tomba

Se cammini per il borgo antico di Turi eaccolti gil sei in piazza Gonnelli, vedrai una stradina lunga e stretta di fronte al palazzo Gonnelli intitolata via arco Gil;  questa collega la piazza, sede dell’antico Sedile di Turi,
con l’estramurale di Settentrione di via Giuseppe Massari. Molto probabilmente sta a indicare che a Turi è vissuta una famiglia Gil .

I Gil erano venuti con gli spagnoli ed erano presenti anche nei paesi limitrofi di Rutigliano e Conversano; quì Giovanni Battista Accolti, di origine toscana, sposò nel 1693 Gil Grazia, ultima discendente dell’aristocratica famiglia Gil, dando origine al ramo degli Accolti-Gil.

Nella zona monumentale del Cimitero di Turi, presso il gentilizio dei Franchini-Gasparro, sorge una stele funebre dedicata ad Anna Isabella Accolti Gil (8 maggio 1896 – 9 aprile 1897); un pietoso gesto d’amore per un fiore reciso sul nascere, il primo della progenie.
accolti-gil-araldicaSu di un lato l’araldica incisa di famiglia:

inquartato: nel 1^, a due fasce, alla bordura d’azzurro caricata di 8 stelle; nel 2^ , al capriolo rovesciato e sormontato da una stella, al capo cucito di azzurro, caricato da tre gigli divisi dai quattro pendenti di un lambello;. nel 3^, a due serpenti intrecciati in palo, le teste affrontate e sormontate ciascuna da una corona all’antica, alla fascia dello  stesso caricata di tre stelle; nel 4°, castello fondato sopra un ponte arcuato sorretto da un  piliere, e sostenuto da due animali alati affrontati e cimato da un’aquila uscente.

La piccola era figlia di Arturo Accolti Gil, possidente, domiciliato in Turi che quando aveva 26 anni aveva dichiarato all’ufficiale dello stato civile che I’ 8 maggio 1896 nella casa di via Regina Margherita 21, da Pugliese Angela, sua moglie, civile, secolare convivente, è nata una bambina a cui dà i nomi di Anna, Isabella, Maria, Michele; testimoni furono Franchini Alfredo di anni 50 gentiluomo e Fanelli Pasquale di anni 48 veterinario.
Dopo quasi un anno, mentre la signora Angela era incinta di un bambino, la piccola Anna Isabella muore. A dichiarare la morte, avvenuta alle sette pomeridiane del 9 aprile 1897 in via borgo vecchio, furono due facchini: lngellis Giovanni di anni 50 e Spada Vitantonio di anni 48; erano presenti come testimoni altri due facchini.

I coniugi Accolti Gil, durante la permanenza a Turi avranno altri figli, nati tutti nel  borgo nuovo:
  • Antonio Stanislao (n. 7/5/1897 ), testimoni furono Michele Giammaria e Marco Masi;
  • Anna Isabella Maria Giovanna (n. 22/6/1898 ,  Torino 1983),  testimoni Turchiarulo Giovanni e l’ing. Resta Domenico; sposerà  Dal Verme Vincenzo in Conversano;
  • Giuseppe Maria Alfredo (n.30/12/1899) ,  testimone Michele Giammaria;
  • Alfredo Biagio Umberto (n. 8/12/1900) , testimoni Rodrigo Aceto e Stefano Aceto.
  •  Elisabetta Maria Cosma (14/10/1892 , Conversano  1993 ).

accolti-gil-alfredoAccolti-Gil Arturo  (1870-1940) di Antonio e di Anna Isabella Rotolo (?) nasce a Conversano  in una villa ottocentesca situata nell’attuale via Verdi, che sarà salvata da una demolizione per intervento della Sovrintendenza per la presenza in essa di opere pittoriche di Alfio Tommaselli, genero dell’arch. Sante Simone.

Arturo sposa Pugliese Angela nativa di Putignano e con lei, nel 1896, si trasferisce a Turi per insegnare presso le Scuole Elementari, ex Convento Clarisse;  avrà come colleghi Giuseppe Totire,  Luigi Colapinto , Giuseppe Fuselli e Marco Masi, che, l’anno dopo, gli farà da testimone alla nascita della prima e sfortunata figlia.

Quell’anno, nella Commissione Scolastica del Comune di Turi, che vigilava sugli insegnanti, erano stati eletti Aceto Giuseppe, Torchiarulo Giovanni e D’Addabbo Francesco.  In Italia, nel 1859, la legge Casati istituisce la scuola elementare obbligatoria ed articolata in due bienni. Dopo la scuola obbligatoria, gli alunni potevano proseguire gli studi nei ginnasi, che però erano a pagamento, o nelle scuole tecniche. Distinzione che inevitabilmente era legata alle risorse finanziarie delle famiglie. Con la legge Coppino del 1877, invece, le scuole elementari vengono aumentate a 5 anni, con obbligo di frequenza per i primi 3 anni.  L’onere dell’istruzione veniva assegnato ai Comuni.

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Arturo Accolti Gil al centro coi baffi davanti alle Scuole Elementari; periodo primo decennio Era fascista

Arturo Accolti-Gil, tornato a Conversano, dopo l’esperienza turese,  proseguirà la sua attività di insegnante; negli anni 1920-30, diventa “imprenditore immobiliare”, vendendo e/o permutando i terreni di sua proprietà ai conversanesi emigrati in USA alla fine dell’800; fa realizzare case di pregio lungo l’attuale via Mazzini, che collega la sua villa dimora con la “piazza nuova”, destinata a mercato e intitolata successivamente a Cesare Battisti.

Un suo fratello, Michele, scultore, scolpirà il bassorilievo di F. Jaia a lato dell’ingresso della Chiesa del Carmine.

la-bambina-e-ilDomenica 4 Dicembre, presso il Polivalente, nell’ambito della iniziative della Casa delle idee (1), nella sala convegni delle Clarisse, un pubblico gremito ha accolto Dacia Maraini, la Signora della letteratura italiana, a Turi per la presentazione del suo ultimo romanzo “La bambina e il sognatore”

Vito Catucci ha presentato il romanzo insieme con la presidente di Didiario, Alina Laruccia, legata da consolidata amicizia alla scrittrice e con il vicesindaco Lavinia Orlandi.

L’io narrante de “La bambina e il sognatore”è un maestro e giornalista, grande lettore e grande sognatore, rimasto solo dopo la morte della figlia di 8 anni e l’abbandono della moglie, che sogna di aver assistito al sequestro di una bambina somigliante alla figlia morta di leucemia. Il titolo del suo primo romanzo è invece “La vacanza”. E’ stato pubblicato nel 1962, un anno particolare da ricordare anche per un colpo di fulmine e l’inizio di un grande amore, con Alberto Moravia.

Tra il primo e l’ultimo romanzo sono trascorsi 54 anni, duranti i quali ha avuto una vita intensissima ed una frenetica produzione letteraria: decine di romanzi, diversi saggi, libri di poesie, racconti, una trentina di opere teatrali ancora rappresentate in Europa e in America, e tanto altro ancora.

Alcuni suoi libri sono stati tradotti in film. L’ultimo, nelle sale in questi giorni, è “L’amore rubato”, tratto dall’omonimo romanzo pubblicato nel 2012. Da un romanzo del 1972, invece, tratto il film “Memorie di una ladra” con Monica Vitti.

Cittadina del mondo nel vero senso della parola, Dacia Maraini ha vissuto molto intensamente il passato e altrettanto pienamente vive il presente e si proietta nel futuro, ma rimanendo sempre vicino all’albero delle tre memorie di Platone. E su uno dei rami di quell’albero si è posata, tra i tanti, anche un uccellino di “la Repubblica”, Concita De Gregorio che le ha dedicato un libro per omaggiarla. Il titolo è “Non chiedermi quando”, sottotitolo Romanzo per Dacia.

d-maraini-e-v-catucciNel corso della sua intervista, Vito Catucci ha augurato, alla Signora della letteratura italiana, lunga vita, a 3 settimane dal suo ottantesimo compleanno. L’ha pure ringraziata, come pugliese, per aver fatto un riferimento nel romanzo ad una località della Puglia, e, come turese, per la sua presenza a Turi per seconda volta .

La bambina e il sognatore

La paternità strappata è il filo conduttore dell’ultimo romanzo di Dacia Maraini che, per la prima volta, ha come protagonista un uomo, un uomo semplice che insegue un sogno, un lettore accanito dotato di una sensibilità superiore, e soprattutto un maestro – giornalista che insegna raccontando . Un maestro che vorrebbe “insegnare ad amare le parole, i libri, la conoscenza, il pensiero.” Continua a leggere »