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Archive for ottobre 2012

2 Novembre – difendi la Pace

Sul ciglio del “viale del tramonto”, accanto ai cipressi, vasi di crisantemi sono stati collocati  per accompagnare lo sguardo dei visitatori.

Una croce, l’unica superstite dell’empietà di vandali, ci ricorda un caduto della 2^ Guerra mondiale: Roberto Florenzio, nato il 26-10-1918.

In pace come in guerra la stupidità dei gesti si ripete, con  l’intolleranza e l’assenza di rispetto per gli altri.

La città dei morti è un luogo sacro, simbolo e monito per i sopravvissuti.

Difendi la Pace, sii tollerante e rispetta gli altri.

Sol chi non lascia eredità d’affetti
poca gioia ha dell’urna (U. Foscolo)

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Alle 12 del 27 Ottobre di un anno fa,   don Vito Ingellis abbandonava l’esperienza terrena; un uomo che ha segnato la vita di molti turesi ed ha lasciato chiari segni del suo pensiero e delle sue opere. Certosino, fortemente legato alla sua famiglia e alla sua Terra, amava annotare tutto ciò che la conoscenza gli offriva e riportava, con precisione notarile, i particolari dei quotidiani accadimenti. Tra i suoi scritti, una presentazione del  giubileo per S. Chiara (1954-2004), la chiesa del centro storico, recuperata al culto, e presso la quale iniziò la sua missione di novello sacerdote, un reportage di eventi e persone che hanno interessato 50 anni della parrocchia.

Il periodico “Chiesa Madre – nova et vetera  divenne, poi, l’archivio delle esperienze della parrocchia ma anche una raccolta di cronache di vita quotidiana.  Chi ama sentirsi parte della turesità a quest’uomo  non può non rivolgersi con animo grato e riverente.

Domani, domenica 28, presso la Chiesa Madre, che lo accolse come arciprete, alle ore 18 verrà celebrata una messa in suo suffragio.

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La Fiesta del Pilar a Zaragoza

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3.000.000 circa di persone hanno partecipato, quest’anno, alla Fiesta della Virgen del Pilar a Saragozza, una festa che dura 9 giorni e che richiama gente di lingua e cultura spagnola e non solo. E’ la festa dell’hispanidad che coinvolge famiglie, gruppi, associazioni che onorano la Vergine Maria detta del pilar (pilastro), offrendo fiori e frutti; la casa reale invia in rappresentanza un omaggio floreale scortato dalla guardia nazionale;  Il 12 di ogni anno, vestiti in abiti tradizionali, dalle 7.30 alle 17, percorrono un tragitto lungo per raggiungere la plaza del pilar, dove una piramide di (altro…)

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S. Oronzio nella devozione popolare

sant’Oronzo venerato nel Salento è da  identificarsi col martire Arontius di Potenza, ricordato dall’antico  martirologio Geronimiano; si tratta di un martire sicuramente esistito  il cui corpo, insieme a quello di altri santi appulo – lucani, venne  traslato verso la metà del sec. VIII a Benevento. In questo centro  longobardo si venne a formare la leggenda secondo la quale Aronzo e  Fortunato farebbero parte del gruppo dei dodici fratelli africani martirizzati  nella persecuzione di Massimiano in varie città del mezzogiorno  d’Italia. La leggenda ha scarsissima attendibilità e di certo ha solo il  riferimento all’esistenza e al martirio dei santi citati. Da Potenza e  Benevento il culto di sant’Aronzo si diffuse in molti centri meridionali  come attesta una vasta documentazione ascrivibile ai secoli XI-XIV. A  Lecce il culto oronziano non ha riscontri anteriormente al XII secolo e  appare localizzato e riferibile a una chiesa fuori le mura sull’attuale  sito della cappella detta del martirio di Sant’Oronzo.

In Ostuni  la memoria oronziana ha precedenze legate all’onomastica cinquecentesca;  gli atti di santa visita del 1558 evidenziano come molti sacerdoti  abbiano il nome di Rontius, evidente derivato di Orontius; il 4 giugno  1567 il Capitolo Cattedrale di Ostuni accetta un legato del defunto  abate Federico Lercario il quale concede dei beni che debbono essere  utilizzati per il sostentamento di un sacerdote addetto alla chiesa di  Sant’Oronzo fuori le mura. Almeno dalla metà del XVI secolo esisteva una  chiesa con dedicazione oronziana sul monte Morrone lì dove, nel secolo successivo, sarebbe stata scoperta la grotta in cui il santo avrebbe  trovato scampo in età neroniana e il fonte che avrebbe fatto aprire  nella roccia; le riscoperte memorie, fissate e sacralizzate per la  costruzione o ricostruzione del santuario realizzata poco dopo l’evitata  peste del 1656, ebbero fama di miracolose. Riferiscono i bollandisti  sul prodigioso fonte di sant’Oronzo sui monti di Ostuni che il 25 del  mese di maggio del 1711 cessò di fornir acqua e il 26 agosto dello  stesso anno, nel qual giorno si ricorda il martirio di codesto santo, da  quello scaturì acqua per dar refrigerio a quanti erano giunti al  santuario provenendo non solo da Ostuni e centri viciniori ma anche da  Terra di Bari e da Turi, dove viene venerato come protettore e copatrono. L’acqua cessò di scaturire il giorno 27 dello stesso mese  e anno e non fu disponibile per molti mesi a seguire. (www.santiebeati.it)

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Una commissione (composta da 9 membri di cui 5 componenti dell’associazione, due componenti appartenenti ad altre realtà cittadine “non politiche”, il parroco pro-tempore della parrocchia Maria SS.Ausiliatrice e il primo cittadino di Turi), assegnerà un riconoscimento (un  pentagramma in oro con le prime note della 5A sinfonia di Beethoven ) a una persona o a un gruppo, o a un’associazione, che abbia vissuto per un certo periodo la vita presso l’oratorio,  o che si sia prodigato in nome dell’Oratorio, coniugando correttezza e onestà di comportamenti, apprezzabile impegno personale e sociale.

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