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Archive for agosto 2013

S Oronzo2

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Menucce s’acchèse…forse

Menucce se spuse

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Pasquale del Re autore e regista della commedia in vernacolo riporta in piazza la Compagnia dei “discjadisce” allestendo un megapalco con l’aiuto di scenografie di A. Basile e musiche di Angela Manzari. Nella scenografica piazza Cap. Colapietro, gremita e colma nelle sue vie di accesso, un pubblico attento e partecipe ha apprezzato la bravura degli attori; forte per carattere Irene Mastronardi ha interpretato il personaggio  di spicco e vivicizzato la scena con gag e battute ricavate dal repertorio popolare turese.

Il cast degli attori :

Francesca Gentile, Mariangela Di Lauro, Zita Roberta, Anna Cipriani, Lilly Susca, Coppi Fanio, Coppi Gianpiero e Tina Cervellera.

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Partecipazione di nozze

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Per ovviare a qualche dimenticanza, un mega poster pubblicitario risolve il dubbio:

Santino De Grisantis e Stefania Palmisano oggi si sposano;

al di là della “casotte” in via Putignano, fervono i preparativi della sposa.

per il servizio fotografico  clicca quì

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dalle parole …al cuore !

dalla parola alUn mese fa, presso il Pensionato Mamma Rosa, veniva officiata una messa in memoria del suo fondatore e diacono Matteo Pugliese, ad un anno della sua dipartita.

In tale occasione la Fondazione “Mater Dei” presentava un libro curato da don Pasquale Pirulli “dalla parola ….al cuore !, una prima raccolta delle poliedriche sfaccettature di un uomo colto che ha usato la parola per esprimere al meglio il vibrare del suo cuore.

Questo post vuol essere il primo di tanti con l’intento di trasferire on line il lavoro di don Pasquale nel delineare la figura di Matteo.

A quattro giorni dalla presentazione di alcuni documenti d’archivio riguardante la Madonna di Terrarossa della nostra Chiesa Matrice, riporto un parziale stralcio di un capitolo del libro menzionato:

Madonna di Terrarossa (1) di M Pugliese

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don Giovanni con i fanciulli

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Ieri, al tramonto di una calda giornata d’agosto rischiarata da una vivida luna crescente, nell’ampio cortile dell’Oratorio affollato da tante persone, mons. Domenico Padovano ha celebrato la Messa in ringraziamento di Dio ed in onore dell’opera sociale voluta da don Giovanni Cipriani.

Sono ormai trascorsi 50 anni dalla fondazione della Banda dell’Oratorio, oggi banda cittadina, voluta dall’emulo turese di don Bosco, che ha abbandonato due anni fa la vita terrena.

Il presidente Michele Cipriani ha fatto gli onori di casa e dopo la Messa ha offerto una targa ricordo a tutte le maestranze che sotto la guida dell’arch. Angela Rossi hanno contribuito alla realizzazione del monumento, in pietra di Cisternino, scolpito dall’artista Fabio Basile; l’opera scultorea intitolata “don Giovanni circondato dai fanciulli”, è stata voluta dall’Ass. musicale “SS Maria Ausiliatrice” come testimonianza dell’opera svolta dal fondatore.

Dopo la benedizione del gruppo marmoreo, la folla premente ha sostato nell’area circostante, fotografando e facendosi fotografare accanto alla scultura.

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terra rossa invitoNel programma culturale della festa patronale di Turi, è inserito un evento di rilievo che si svolgerà nella Chiesa Matrice, a partire dal 22 agosto fino al 25: la presentazione ed esposizione di documenti dell’archivio diocesano di Conversano, uno dei quali recuperato dopo una storia avventurosa, che interessa l’altare di Nostra Signora di Terrarossa, posta nella prima cappella della navata di sinistra; in essa una statua in pietra della Madonna col bambino, attribuita a Stefano da Putignano.

(da un inserto di Fax a cura di Angelo Fanelli, Rocco De Benedictis, Vincenzo Perillo) Della terra rossa geologi e pedologi conoscono bene le caratteristiche e le componenti chimiche, ma per il popolo, che converte la scienza in letteratura, essa rappresenta un toponimo infiorettato di immaginari leggendari; e cosi per la gente turese il rosso della terra accanto alla muraglia della città ha evocato il sangue degli animali uccisi che ne ha intriso le zolle nelle continue ecatombe, ovvero, per il popolo conversanese, delle giovani donne attingenti acqua dai pozzi dell’omonimo luogo, colpite a morte dall’archibugio del conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, detto il Guercio, per il suo crudele e folle divertimento dall’alto del suo castello.

E pertanto a Turi il toponimo diventa l’eponimo della fascinosa Vergine di Stefano da Putignano venerata nella cappella costruita nel 1506 dall’arciprete Vito di Paola, come recita l’epigrafe coeva:

Ha(n)c cappella(m) co(n)strui / fecit d(ompnus) Vitus de Pau la / archipresbi ter Terrae / Turi. A(nno) D(omini) 1506.

Anzi la chiesa stessa ne as­sume per sineddoche il nome: doveva essere proprio chia­mata così in città e il popolare uso 

linguistico lo si ritrova registrato in un documento del 1606, quando per la prima vi­sita pastorale del vescovo Pie­tro Capulli il 13 agosto viene affisso l’editto in valvis collegiate et matricis ecclesie sub nomine S(anc)te Mariae de Terra Rossa (2, f. 5r) e il successivo 20 agosto il vescovo visita l’altare sub titulo Sancte Mariae Terre Rubeae; qui l’amanuense annota i due an­geli lignei dorati, i numerosi votivi d’argento, la cancel­lata lignea di chiusura e la lampada d’argento per in­cantarsi dinanzi alla scultura della Vergine Maria con il fi­glio tra le braccia posta in un’appropriata edicola dipinta e dorata (immago <sic> lapi­dea Virginis Mariae cum filio in brachiis et convenienti ca­samento depicto et deaurato).

La devozione verso questa Vergine era molto sentita e infatti vi era legata la celebra­zione di uno (altro…)

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Rivive turionline

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