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Archive for aprile 2014

cippo dell'Annunziata

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La primavera tarda a farsi sentire; le piogge impensieriscono gli agricoltori; oggi il sole ha riscaldato l’aria  offrendo ai turesi e nuovi residenti una piacevole giornata invogliando a partecipare al rito del Passa a Passa; verso le 12, la Confraternita dell’Addolorata, preceduta “do tammurre de Muole” partendo da S. Domenico, ha raggiunto la cappellina di San Rocco, dove si è conclusa la messa celebrata dall’Arc. don Giovanni Amodio;  con ali di folla  hanno sfilato i portatori del cippo ligneo dell’Annunciazione, seguito dai fedeli ma soprattutto da padrini e madrine per mano un bimbo con una o più fasce colorate a tracolla, segno della durata del legame e del ripetersi del rito; insieme, cantando per invocare la protezione della Madonna; in processione si compiranno tre giri intorno alla chiesetta di S Rocco. ( quaderno n. 8 pag 116 della Rivista “sulle tracce”).

l’Associazione Mus. “Maria SS Ausiliatrice guidato dal maestro (altro…)

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Settimana Santa

sepolcri - Madonna delle GrazieNella Settimana Santa, la tradizione religiosa celebra per la giornata del giovedì il rito dell’adorazione del Santissimo con una visita alle principali chiese, detta popolarmente  visita ai “Sepolcri”, che principia dal tramonto fino a sera tarda; a Turi, resta ancora una tradizione ancora sentita da molti.
Processione di gruppi o singoli nelle stradine di Turi per recarsi nelle Chiese principali dove si va a visitare ed a pregare in religioso silenzio davanti ai “sepolcri”: l’altare principale della chiesa viene addobbato la mattina del Giovedì, in ricordo dell’ultima cena, con fiori e doni portati dai fedeli sul sepolcro diCristo.
crocifisso velato - il Giovedì Santo

processione

Le campane sono state «legate» e nelle chiese, in segno di cordoglio, si spogliano gli arredi ; viene preparato un altare dedicato al Sepolcro, luogo di offerte del sentimento religioso popolare., doni e simboli umili rappresentativi della comunità: fiori, piante e i tradizionali piatti dal chiaro significato augurale: germogli di frumento, lenticchie ed altri legumi fatti crescere in casa in un luogo buio dentro un piatto con il fondo coperto, la cui maturazione è fatta coincidere con il periodo della Settimana Santa.
Per i sepolcri la gente di campagna, un mese prima della Pasqua, seminava in piccoli vasi il frumento, che faceva germogliare e crescere non alla luce ma nel buio di una cassapanca; così acquistava un giallo chiaro; il buio simboleggia la morte e il colore chiaro la resurrezione. La visita suscita sempre nei credenti sentimenti di pietà e ci prepara al Passione celebrata il Venerdì Santo.
Tre anni  fa il terremoto in Abruzzo segnò la Settimana Santa.
golgotaVenerdì,  per la prima volta, una Via Crucis con decine di figuranti, che rappresenteranno le 14 stazioni. La prima stazione, la Condanna,  alle ore 20.00 in Piazza Silvio Orlandi.

L’ultima, Il Sepolcro, presso la chiesa di santa Chiara.

via Crucis

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una musica può fare

L’Associazione Culturale Musicale “ConTurBand”,

in collaborazione con Ass.Naz.Bersaglieri “A.Pedrizzi” di Turi,

Laboratorio Urbano Bandeàpart,

Patrocinio del Comune di Turi e della Provincia di Bari,

 

organizza a Turi(BA) per l’anno artistico 2014   la rassegna concertistica “Una musica può fare”.

L’evento si sviluppa nell’ottica della valorizzazione dei talenti locali, del territorio stesso e dello scambio culturale quale occasione di avvicinamento di esperienze, di crescita, nonché di solidarietà.

L’occasione sarà propizia per effettuare una raccolta fondi finalizzata all’associazione AccordiAbili di Fasano(BR),

che ha come obiettivo (unica al mondo) il promuovere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie in grado di avvicinare un disabile, con facoltà cognitive integre, all’utilizzo di uno strumento musicale.

 

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— PROGRAMMA CONCERTISTICO —

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DOMENICA 27 aprile – ore 10,30

Via XX Settembre

Funky ON THE STREET

Street Parade «ConTurBand»

& Esibizione allievi Scuola di Musica

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DOMENICA 27 aprile – ore 20,00

Auditorium ITC “S.Pertini”

POP & CINEMA STORY

Ensemble strumentale – Orchestra di fiati

«Valle d’Itria Wind Orchestra»

direttore Francesco Rubino

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SABATO 10 maggio – ore 20,00

Auditorium ITC S.Pertini

MAMMA MIA…CHE MUSICAL!

Ensemble Vocale e Strumentale

«Il Setticlavio» – Noicattaro

direttrice Chiara Lamorgese

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VENERDI 25 luglio – ore 20,30

Piazza Gonnelli

NUVOLE – spettacolo musico-teatrale

Vincenzo Deluci TRIO

Fabrizio Giannuzzi voce recitante

Camillo Pace contrabbasso

 

L’invito è aperto a tutti!!!  Le associazioni turesi sono chiamate a “scendere in piazza”, tra la gente e la buona musica, al fine di creare sani e costruttivi esempi di collettività culturalmente complessa. Questo è ciò che… “una musica può fare”!

Partecipate numerosi

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di Stefano de Carolis

A Turi, nel Settecento, cita lo storico Giovanni Bruno, la famiglia Palmisano aveva il patronato dell’altare di S. Lorenzo, posto nella cappella in fondo alla navata destra della Chiesa Madre; era noto che alla stessa famiglia era assegnata dal XV sec. in privilegio il culto di di San Nicola, nella chiesetta – casa, oggi demolita, posta nell’omonima piazza.

Tra i maggiorenti locali, viveva Nicolo’ Palmisano, fisico (1)  di Turi , “chierico maggiore” (2) , nato nel 1676; aveva sposato donna Cornelia de Ritola, nata nel 1681; ;  dal matrimonio nacquero cinque figli, tre maschi e due donne, tutti votati alla vita monastica e sacerdotale.

Il figlio Giuseppe divenne sacerdote presso la Reale Chiesa di San Nicola di Bari; mentre suo fratello Donato classe 1718, era chierico presso la Collegiata di Turi;  il minore dei fratelli, Stanislao, divenne sacerdote della “Compagnia di Gesù” .

Le due figlie erano rispettivamente Paolina, monaca presso il monastero di Santa Maria della Purita’ del Comune di Modugno detto delle “Cappuccinelle” (3), e Giuseppa Gaetana suora presso il Monastero delle Clarisse di Turi (1738).

arco parchi palmisanoLa  famiglia Palmisano era benestante ed abitava in una casa signorile, situata nei pressi del “Sedile di Turi”, e precisamente “sopra gli archi detti di Palmisano” attuale via arco Palmisano.

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(1 in quel periodo ci sono 5 fisici (medici)

(2)  Dal latino tardo clericus, in italiano ” chierico”  designa una persona che appartiene al clero (dal greco kleros , latino clerus: “parte scelta”; distinta da laikos: in greco “popolo comune”, “profano”): all’inizio del cristianesimo con il termine “clero” si designava tutto il popolo cristiano, il popolo eletto, il popolo di Dio; ma già nel III secolo la parola sta a indicare coloro che sono addetti al servizio del culto perché “parte” del Signore.  Nel Medioevo, chierico si identificava spesso conliteratus: cioè chi conosceva il latino, dunque significava “colto” e “intellettuale”, “uomo dotto e istruito”. La condizione di chierico era l’unica che permettesse di coniugare occupazioni spirituali e culturali .

Con la formazione delle università nel corso del XIII secolo lo statuto clericale è esteso a professori e studenti. Si diventava chierico anche senza intraprendere una carriera sacerdotale con la semplice “tonsura” (il taglio di alcune ciocche di capelli o della rasatura tonda centrale sulla nuca che prende per l’appunto il nome di “chierica”: un rito che precede gli ordini sacri e diventa necessario per riceverli perché distingue dallo stato laico) e senza obblighi onerosi: non sempre veniva ad esempio richiesto il celibato , oppure ricevendo gli ordini minori (ostiario, lettore, esorcista, accolito) o quelli maggiori (suddiacono, diacono, sacerdote, prete e vescovo), per cui si distingue tra chierici minori e maggiori. La condizione di chierico dava diritto a ricoprire uffici ecclesiastici, incarichi che spesso potevano essere anche demandati a qualche vicario (come nel caso della responsabilità di una parrocchia), in cambio di godimento di beni, privilegi, rendite, sovvenzioni e, in particolare, di benefici ecclesiastici, spesso, soprattutto dal Trecento al Settecento, unico mezzo di sopravvivenza economica per molti letterati’chierici, a cominciare da Petrarca e alternativo al servizio a corte o al favore di qualche mecenate (http://www.italica.rai.it/)

(3) Il monastero di Santa Maria della Purità di Modugno (BA), fù fondato a metà del sec.XVII; nella relazione del 1702 dell’Arcivescovo di Bari Muzio Gaeta, il monastero e’ denominato comunemente delle “Cappuccinelle”. Esso seguì le vicende delle leggi eversive del 1866, ma rimase abitazione delle monache fino al sec. XX.

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