Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for luglio 2016

festival manifesto
A conclusione di una Master Class di Bel Canto guidata dalla soprana Adriana Damato ed organizzata dal Chiediscena diretto da Ferdinando Redavid, i partecipanti con altri ospiti si esibiranno in un Festival il 30 luglio prossimo in piazza Antico Ospedale.
Il programma completo:
Sinfonia L’Italiana in Algeri di G. Rossini

Duetto“ La ci darem la mano” dal Don Giovanni di W. A. Mozart

Di G. Rossini Sinfonia Barbiere di Siviglia Aria “Cavatina di Rosina “ Aria “La Calunnia”

Aria “O mio babbino caro” dall’ opera Gianni Schicchi di G. Puccini

Preludio III atto di Traviata di G. Verdi

Aria “ Dei miei bollenti spiriti”da Traviata di G. Verdi

Aria “ Voi lo sapete o mamma “ da Cavalleria Rusticana di Mascagni

Aria “ Che gelida manina “ da Boheme di G. Puccini

Aria “Si mi chiamano Mimì “ da Boheme di G. Puccini

Crisantemi” Elegia per Archi di G. Puccini

Aria “ Vissi d’arte” da Tosca di G. Puccini

foto di Chi È Di Scena.Adriana Damato – soprano

Tina D’Alessandro – mezzosoprano ospite
foto di Chi È Di Scena.Lorenzo Salvatori – basso baritono ospite

foto di Chi È Di Scena.Nico Franchini – tenore

(L’ingresso al Festival è gratuito)

Read Full Post »

 

sepolcretoTuri 22 luglio 2016

Stefanino Rossi ha abbandonato il suo giardino incantato per visitare ” l’Eden dell’Eterno”. L’ultimo di una famiglia di edili, costruttori e scalpellini, ora riposa nel sepolcro, che lui stesso ha scolpito.

Stefano, figlio di Domenico, era nato nel 1930; trascorreva gran parte del suo tempo nella sua bottega in via tenente Notarnicola a Turi.

Per molti anni della sua vita ha diretto  una impresa di restauro di monumenti commissionati dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici; alla figlia Angela ha consegnato il testimone per ritirarsi nella sua bottega  e dedicarsi alla scultura.

In questo laboratorio imbiancato, angusto per le tante opere realizzate,   lui coltivava la sua passione che ha cercato di inculcarla in alcuni giovani desiderosi di apprendere l’arte della scultura.

Quando qualche volta lo incontravo nel suo “giardino incantato” era felice  di farmi ammirare le sue creature; mi parlava di quei volti,  della materia da cui li aveva partoriti.  Se mi fermavo a guardare un volto di donna con i “capelli crespi rossicci“, lui, subito, mi spiegava la sua storia – è una pietra del Brasile, utilizzata per abbellire i giardini;  ho scavato nella pietra, “frullato”  il ricavato, impastato in un calco e, dopo averlo lavorato, ho riposizionato nell’incavo- diceva.     Un’opera di chirurgia plastica.

 

Un campionario di volti affollavano tutto lo spazio; su di un ballatoio, pietre tagliate per lunghezza appese ad un tubolare di ferro in sequenza che  l’autore percuoteva, facendole vibrare come lamelle di xilofono.

Stefanino, volle creare una Fondazione  con lo scopo di inaugurare a Turi un museo della pietra e insegnare  le tecniche di lavorazione. Ha insegnato scultura presso l’Università della terza età di Turi.copertina-rossi

Incoraggiato da amici incominciò a mostrare a tutti alcune sue opere presso il chiostro delle clarisse e in piazza marchesale e nella splendida cornice del castello federiciano di Gioia del Colle, dove presentò il suo primo catalogo “la voce della Pietra” edito dalla tipografia Vito Radio.

“la pietra è eterna, ma ha bisogno di noi, del nostro amore per esprimere bellezza, sfidare il tempo, divenire testimonianza…” (Stefano Rossi)

Il suo amore per il bello ha contagiato le sue figlie e nipoti. Ad esse e alla moglie Isa va il nostro mesto pensiero e il cordoglio.

 

Read Full Post »