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Archive for novembre 2016

Risultati immagini per halloweenHalloween, tradizione nordica propagandata anche in Italia,  distrae la gente dalla riflessione del momento, tuffandola in un clima anticipato di “carnevale” nord-americano,  scaramantico contro il mondo dell’aldilà. Ragazzini, spesso accompagnati dai genitori, girano per il paese, in maschera, entrando nei negozi, in particolare, chiedendo “dolcetti o scherzetti” per ottenere qualcosa in cambio; altri si divertono a dar fuoco a petardi con spavento di passanti.

Per noi,  le feste di Ognissanti e dei Defunti segnano l’inizio della stagione fredda; oggi come ieri è una bella giornata di sole rinfrescata dalla tramontana;  ha favorito il rito di andare al cimitero, per mettere ordine presso i propri loculi o cappelle funerarie e deporre fiori davanti ai simulacri dei loro cari.

Il culto dei morti è un invito ad un colloquio più diretto con i  defunti, quasi a condividere con loro l’agognata pace e a ricordare la caducità terrena; oggi,  vigilia, non si lavora nei campi; si dedica il tempo alla visita con i  familiari, per l’intera festività, presso i resti dei propri cari;  i viventi si muovono  lungo i sentieri della città dei morti, e si soffermano davanti alle immagini dei defunti.

Lo scorrere di volti, di nomi, di fotografie porta il visitatore a ricordare le persone che conosceva in vita, a  stupirsi quando vede chi da tempo non vedeva,  a chiedersi di chi sia  quel volto sconosciuto; la pietà si mischia con la curiosità; Il tempo e lo spazio non hanno più valore, la vita stessa perde il suo significato; e pure il ricordo non ha più tempo.
La preghiera per i defunti (ma forse anche per noi stessi) viene spontanea, ed il senso d’angoscia talvolta ci assale; con un segno di croce si cerca di allontanare la paura della morte e d’intercedere per i propri cari.

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urneviale
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?

……
e quando vaghe di lusinghe innanzi
a me non danzeran l’ore future,
né da te, dolce amico, udrò piú il verso
e la mesta armonia che lo governa,
U. Foscolo

Per la celebrazione della solennità d’Ognissanti e dei defunti, le pratiche, sia religiose che profane, nella tradizione turese, non mancano; va subito detto che in questi giorni non si usa mangiare carne né  pesce, al massimo  baccalà; il pane viene spesso sostituito  da “ fecazzèdde di muerte” focaccine a base di farina e fecola di patate

La notte precedente il due novembre, nelle case si usava, e si usa ancora, preparare e apparecchiare un posto in più a tavola; si crede che in questa notte i morti escano dai loro simulacri per visitare le proprie dimore ed i rispettivi parenti, dove potranno essere ospiti.

E la presenza dei morti, presso le case o vicino ai familiari, perdura per tutta la festività natalizia, per allontanarsi, poi, nel giorno dell’Epifania.

E sempre nella notte che precede il 2 novembre  vengono accesi i ceri, davanti a  foto dei defunti, o di immaginette di santi protettori, verso i quali si chiede di impetrare la grazia della resurrezione dell’anima dalle tenebre degli inferi.

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