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Archive for gennaio 2018

L’iter canonico per la raccolta di documenti e firme per la beatificazione dell’on. Aldo Moro prosegue, prima del processo che si aprirà dopo il nullaosta della Conferenza episcopale.  L’avvocato Nicola Giampaolo è il postulatore che da quattro anni, per conto del Vaticano, coordina la raccolta delle testimonianze per la beatificazione dello statista della DC ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.

In questo post, pubblico un  saggio di don Pasquale Pirulli  su Aldo Moro, ricavato dalla antologia inedita “Epistolario delle origini”. Esso esprime  il suo pensiero sulla figura dello Statista ed offre un contributo per scoprire la sua esemplare santità laicale, da non confondere, a suo parere, con la figura di Padre Pino Puglisi, il prete che combatteva la mafia col sorriso. beatificato il 25 maggio 2013.

ALDO MORO: ALLA SCOPERTA DIFFICILE DI UNA SANTITA’ UNIVERSALE

La ricorrenza del centenario della nascita di Aldo Moro, avvenuta a Maglie il 23 settembre 1916, invita non solo il mondo accademico e politico a promuovere iniziative intese a ricordare il suo magistero giuridico e la sua prestigiosa militanza politica, ma provoca la comunità ecclesiale a interrogarsi sul suo percorso di fede autentica, di speranza forte e di carità misericordiosa che la postulazione della sua causa di beatificazione sta portando all’attenzione della gerarchia ecclesiastica.

Si tratta in definitiva di interrogarsi sulla “santità cristiana” da scoprire nella vita di Aldo Moro, quale battezzato, membro della Chiesa, padre di famiglia, docente universitario e politico dalle ampie vedute. Non ci si nasconde che si tratta di portare alla luce una santità “difficile” perché segnata dalle ombre di una militanza politica che è terreno sul quale si scontrano ideologie e poteri forti e che si è drammaticamente chiusa nella prigione di via Moltacini il 9 maggio 1978.

Ci dobbiamo ricordare che la santità è vocazione universale di tutti i battezzati (cap. V della costituzione sulla Chiesa “Lumen Gentium” ). Si tratta di una santità “teologale” perché ha in Dio Trinità la sua origine e si realizza in un rapporto filiale con Lui quale dono dello Spirito di Cristo. Un’altra nota della santità è quella di essere “cristiana” perché fa riferimento a Cristo come modello esemplare e dalla partecipazione al suo mistero di morte e risurrezione deriva l’incipit e la sua conclusione. Non sarà difficile qualificarla come santità “ecclesiale” perché nella comunità della Chiesa ritrova i mezzi della santificazione che si realizza nel tempo. Questi mezzi sono i sacramenti a cui ogni cristiano ha diritto di accesso per crescere nella fede, nella speranza e nella carità. La logica dell’incarnazione, propria della storia del Verbo di Dio che si fa uomo, aiuta il cristiano a valorizzare la dimensione prima di tutto temporale per cui il tempo della sua vita più che essere il freddo e matematico κρονος diventa il significativo e ricco di grazia καιρος perché agisce la potenza di Dio attraverso il suo Cristo. Dovremmo scoprire e riconoscere una santità “storica”, cioè vissuta dagli uomini nella loro dimensione personale che vuol dire la loro vita familiare, professionale e sociale. Proprio l’’ultima qualifica diventa provocazione a considerare la militanza politica quale terreno difficile nel quale vivere l’avventura cristiana che prima di tutto è storia di amore, di fraternità, di perdono vicendevole ed esperienza della misericordia di Dio. Così potremmo anche parlare di una santità “in uscita” che si fa attenta ai bisogni dei fratelli e si esplica quale “carità”, dalla quale non si può escluder la dimensione “politica” Un aiuto o se vogliamo una indicazione può venire dalla proposta di una spiritualità. Nel caso di Aldo Moro è significativa la sua scelta di essere terziario domenicano e poi ancora di vivere l’esperienza associativa della F.U.C.I. confortato dalla cordiale amicizia del beato Paolo VI. (altro…)

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