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Archive for the ‘cultura’ Category

Il Sindaco di Turi, Domenico Coppi, ha inaugurato martedì scorso, presso il chiostro dell’ex convento delle Clarisse, la mostra antologica di Antonio Conte, pittore brindisino d’origine e turese d’adozione. Nella rassegna, che chiuderà i battenti il prossimo 30 agosto, sono esposte 32 opere che rappresentano i momenti salienti di quaranta anni della sua vita artistica dalla sua prima mostra a Turi, nel 1977 presso il CAB 20 (oggi sede Cisl), ad oggi. Una mostra, come ha detto lo stesso Conte incalzato dal primo cittadino, che vuol essere un omaggio ad una cittadina ricca di valori e pietra miliare della sua vita, perché da Turi è ufficialmente iniziato il suo percorso familiare, esistenziale e pittorico, passando dalla ritrattistica alla pittura metafisica. Una scelta coraggiosa, ha evidenziato nel suo breve intervento il sindaco Coppi, perché Conte non ha esitato a rimettersi in gioco ed esporsi al giudizio della collettività, planetaria in quanto siamo tutti in rete, e per questo oggi molto più esigente di ieri.

Quaranta anni di vissuto – come ha evidenziato Vito Catucci sulla brochure – con i colori naturali della terra, che ha imparato a maneggiare già a dieci anni, una esistenza in cui ha interiorizzato i colori del sud, del mare e del cielo, della natura benefica, che ha metabolizzato insieme alla voglia di scoprire l’infinito che è oltre la siepe, la voglia di libertà e di esplorare e conquistare il mondo cavalcando il mitologico Pegaso, cavallo bianco alato, simbolo di forza, fierezza, armonia e bellezza, come i suoi cavalli scalpitanti che sembrano in procinto di liberarsi dalla forza di gravità che li tiene imprigionati nelle tele e volare via. E tornare nella sua casa adottiva per ritrovare ricordi, colori, suoni,odori, sapori, atmosfere, emozioni, amicizie sempre vive. (altro…)

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(Mikaìl Damaskinós) (Creta, notizie 1525-1586)

Madonna del Rosario tecnica mista su tavola, cm 334 x217

Conversano (Bari), Chiesa di San Benedetto

Informo gli amanti di arte, Storia patria che in Conversano il 31 maggio si concluderà la mostra del “tesoro di San Benedetto”.

Dopo interventi di restauro della Chiesa e dell’antico monastero di San Benedetto, si restituisce al pubblico un patrimonio storiografico, architettonico ed artistico mirabile e affascinante.

Dal 26 Gennaio, presso il Polo Museale comunale nel Castello di Conversano, negli ambienti dell’ex Monastero e presso la chiesa di san Benedetto è stata allestita una mostra “il tesoro di San Benedetto” che offrirà al pubblico l’immenso patrimonio artistico e culturale scoperto all’interno del Monastero della Città di Conversano a seguito dell’intensa attività di studio e restauro attuata nel Monstrum Apuliae.

Saranno esposti materiali preziosi ed opere di rilevante interesse artistico presentate insieme ad alcune “particolarità” esclusive del cenobio benedettino conversanese, in un percorso che comincia dalle fondamenta archeologiche della città antica (Norba) e prosegue attraverso i secoli fino al momento della soppressione di epoca napoleonica, ed anche oltre.
Un vero e proprio tesoro che, grazie ad un minuzioso lavoro di ricerca, finalmente esce allo scoperto confermando il prestigio e la ricchezza artistica, che hanno caratterizzato il monastero delle celebri badesse mitrate.

fino a mercoledì 31 maggio 2017
Conversano (Bari)
Castello Acquaviva d’Aragona
Corso Domenico Morea
9:00 – 13:00 / 16:00 – 20:00
ingresso a pagamento
5 euro intero, 3 euro ridotto
Info. 3883656909

clicca sopra per una slide fotografica

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Isabella Accolti G tomba

Se cammini per il borgo antico di Turi eaccolti gil sei in piazza Gonnelli, vedrai una stradina lunga e stretta di fronte al palazzo Gonnelli intitolata via arco Gil;  questa collega la piazza, sede dell’antico Sedile di Turi,
con l’estramurale di Settentrione di via Giuseppe Massari. Molto probabilmente sta a indicare che a Turi è vissuta una famiglia Gil .

I Gil erano venuti con gli spagnoli ed erano presenti anche nei paesi limitrofi di Rutigliano e Conversano; quì Giovanni Battista Accolti, di origine toscana, sposò nel 1693 Gil Grazia, ultima discendente dell’aristocratica famiglia Gil, dando origine al ramo degli Accolti-Gil.

Nella zona monumentale del Cimitero di Turi, presso il gentilizio dei Franchini-Gasparro, sorge una stele funebre dedicata ad Anna Isabella Accolti Gil (8 maggio 1896 – 9 aprile 1897); un pietoso gesto d’amore per un fiore reciso sul nascere, il primo della progenie.
accolti-gil-araldicaSu di un lato l’araldica incisa di famiglia:

inquartato: nel 1^, a due fasce, alla bordura d’azzurro caricata di 8 stelle; nel 2^ , al capriolo rovesciato e sormontato da una stella, al capo cucito di azzurro, caricato da tre gigli divisi dai quattro pendenti di un lambello;. nel 3^, a due serpenti intrecciati in palo, le teste affrontate e sormontate ciascuna da una corona all’antica, alla fascia dello  stesso caricata di tre stelle; nel 4°, castello fondato sopra un ponte arcuato sorretto da un  piliere, e sostenuto da due animali alati affrontati e cimato da un’aquila uscente.

La piccola era figlia di Arturo Accolti Gil, possidente, domiciliato in Turi che quando aveva 26 anni aveva dichiarato all’ufficiale dello stato civile che I’ 8 maggio 1896 nella casa di via Regina Margherita 21, da Pugliese Angela, sua moglie, civile, secolare convivente, è nata una bambina a cui dà i nomi di Anna, Isabella, Maria, Michele; testimoni furono Franchini Alfredo di anni 50 gentiluomo e Fanelli Pasquale di anni 48 veterinario.
Dopo quasi un anno, mentre la signora Angela era incinta di un bambino, la piccola Anna Isabella muore. A dichiarare la morte, avvenuta alle sette pomeridiane del 9 aprile 1897 in via borgo vecchio, furono due facchini: lngellis Giovanni di anni 50 e Spada Vitantonio di anni 48; erano presenti come testimoni altri due facchini.

I coniugi Accolti Gil, durante la permanenza a Turi avranno altri figli, nati tutti nel  borgo nuovo:
  • Antonio Stanislao (n. 7/5/1897 ), testimoni furono Michele Giammaria e Marco Masi;
  • Anna Isabella Maria Giovanna (n. 22/6/1898 ,  Torino 1983),  testimoni Turchiarulo Giovanni e l’ing. Resta Domenico; sposerà  Dal Verme Vincenzo in Conversano;
  • Giuseppe Maria Alfredo (n.30/12/1899) ,  testimone Michele Giammaria;
  • Alfredo Biagio Umberto (n. 8/12/1900) , testimoni Rodrigo Aceto e Stefano Aceto.
  •  Elisabetta Maria Cosma (14/10/1892 , Conversano  1993 ).

accolti-gil-alfredoAccolti-Gil Arturo  (1870-1940) di Antonio e di Anna Isabella Rotolo (?) nasce a Conversano  in una villa ottocentesca situata nell’attuale via Verdi, che sarà salvata da una demolizione per intervento della Sovrintendenza per la presenza in essa di opere pittoriche di Alfio Tommaselli, genero dell’arch. Sante Simone.

Arturo sposa Pugliese Angela nativa di Putignano e con lei, nel 1896, si trasferisce a Turi per insegnare presso le Scuole Elementari, ex Convento Clarisse;  avrà come colleghi Giuseppe Totire,  Luigi Colapinto , Giuseppe Fuselli e Marco Masi, che, l’anno dopo, gli farà da testimone alla nascita della prima e sfortunata figlia.

Quell’anno, nella Commissione Scolastica del Comune di Turi, che vigilava sugli insegnanti, erano stati eletti Aceto Giuseppe, Torchiarulo Giovanni e D’Addabbo Francesco.  In Italia, nel 1859, la legge Casati istituisce la scuola elementare obbligatoria ed articolata in due bienni. Dopo la scuola obbligatoria, gli alunni potevano proseguire gli studi nei ginnasi, che però erano a pagamento, o nelle scuole tecniche. Distinzione che inevitabilmente era legata alle risorse finanziarie delle famiglie. Con la legge Coppino del 1877, invece, le scuole elementari vengono aumentate a 5 anni, con obbligo di frequenza per i primi 3 anni.  L’onere dell’istruzione veniva assegnato ai Comuni.

maestri-conversano-1

Arturo Accolti Gil al centro coi baffi davanti alle Scuole Elementari; periodo primo decennio Era fascista

Arturo Accolti-Gil, tornato a Conversano, dopo l’esperienza turese,  proseguirà la sua attività di insegnante; negli anni 1920-30, diventa “imprenditore immobiliare”, vendendo e/o permutando i terreni di sua proprietà ai conversanesi emigrati in USA alla fine dell’800; fa realizzare case di pregio lungo l’attuale via Mazzini, che collega la sua villa dimora con la “piazza nuova”, destinata a mercato e intitolata successivamente a Cesare Battisti.

Un suo fratello, Michele, scultore, scolpirà il bassorilievo di F. Jaia a lato dell’ingresso della Chiesa del Carmine.

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Risultati immagini per halloweenHalloween, tradizione nordica propagandata anche in Italia,  distrae la gente dalla riflessione del momento, tuffandola in un clima anticipato di “carnevale” nord-americano,  scaramantico contro il mondo dell’aldilà. Ragazzini, spesso accompagnati dai genitori, girano per il paese, in maschera, entrando nei negozi, in particolare, chiedendo “dolcetti o scherzetti” per ottenere qualcosa in cambio; altri si divertono a dar fuoco a petardi con spavento di passanti.

Per noi,  le feste di Ognissanti e dei Defunti segnano l’inizio della stagione fredda; oggi come ieri è una bella giornata di sole rinfrescata dalla tramontana;  ha favorito il rito di andare al cimitero, per mettere ordine presso i propri loculi o cappelle funerarie e deporre fiori davanti ai simulacri dei loro cari.

Il culto dei morti è un invito ad un colloquio più diretto con i  defunti, quasi a condividere con loro l’agognata pace e a ricordare la caducità terrena; oggi,  vigilia, non si lavora nei campi; si dedica il tempo alla visita con i  familiari, per l’intera festività, presso i resti dei propri cari;  i viventi si muovono  lungo i sentieri della città dei morti, e si soffermano davanti alle immagini dei defunti.

Lo scorrere di volti, di nomi, di fotografie porta il visitatore a ricordare le persone che conosceva in vita, a  stupirsi quando vede chi da tempo non vedeva,  a chiedersi di chi sia  quel volto sconosciuto; la pietà si mischia con la curiosità; Il tempo e lo spazio non hanno più valore, la vita stessa perde il suo significato; e pure il ricordo non ha più tempo.
La preghiera per i defunti (ma forse anche per noi stessi) viene spontanea, ed il senso d’angoscia talvolta ci assale; con un segno di croce si cerca di allontanare la paura della morte e d’intercedere per i propri cari.

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urneviale
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?

……
e quando vaghe di lusinghe innanzi
a me non danzeran l’ore future,
né da te, dolce amico, udrò piú il verso
e la mesta armonia che lo governa,
U. Foscolo

Per la celebrazione della solennità d’Ognissanti e dei defunti, le pratiche, sia religiose che profane, nella tradizione turese, non mancano; va subito detto che in questi giorni non si usa mangiare carne né  pesce, al massimo  baccalà; il pane viene spesso sostituito  da “ fecazzèdde di muerte” focaccine a base di farina e fecola di patate

La notte precedente il due novembre, nelle case si usava, e si usa ancora, preparare e apparecchiare un posto in più a tavola; si crede che in questa notte i morti escano dai loro simulacri per visitare le proprie dimore ed i rispettivi parenti, dove potranno essere ospiti.

E la presenza dei morti, presso le case o vicino ai familiari, perdura per tutta la festività natalizia, per allontanarsi, poi, nel giorno dell’Epifania.

E sempre nella notte che precede il 2 novembre  vengono accesi i ceri, davanti a  foto dei defunti, o di immaginette di santi protettori, verso i quali si chiede di impetrare la grazia della resurrezione dell’anima dalle tenebre degli inferi.

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decarolis2Inserita nella XI Festa Nazionale Città delle ciliegie del Sud Est barese, la 26^ sagra della ciliegia Ferrovia anticipa oggi l’inaugurazione con un convegno su “il territorio; opportunità da cogliere” e  con una mostra realizzata dal turese Stefano De Carolis sul tema ” la ciliegia fonte di benessere e salute tra arte e devozione”.

La mostra, allestita presso la casa Aceto in via XX Settembre, ci porterà in un viaggio guidato tra opere d’arte e pubblicazioni a cogliere l’importanza che la ciliegia ha avuto nel tempo sia nell’alimentazione che nella iconografia precristiana e cristiana.

La rossa drupa diventa l’icona per simboleggiare il sangue di Cristo versato per la redenzione umana.

Grandi pittori, come il Tiziano, il Ghirlandaio, il Gaddi, il Crivelli, il Carracci, hanno celebrato la passione di Cristo con il frutto rosso.

madonna del RosarioMolto interessante la mostra che verrà arricchita da una scoperta, che porrà in risalto un lavoro di restauro parzialmente  eseguito in San Benedetto a Conversano, dove è tornato all’antico splendore una macchina d’altare ligneo, barocco, riccamente pinto con un tripudio  di ciliegie: l’altare della Madonna del Rosario, un rosario “confezionato” con le ciliegie.

album fotografico della sagra

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penisola del tesoro

17 maggio 2016

nota di un viaggiatore TCI

Da quasi vent’anni la Penisola del Tesoro offre ai soci e simpatizzanti del Touring Club Italiano la possibilità di scoprire l’Italia e il suo patrimonio artistico, mostrando gli angoli meno conosciuti della Penisola o proponendo gli aspetti più inconsueti del turismo classico, luoghi di grande fascino ricchi di tesori artistici, naturalistici, tradizioni culturali e artigianali, alcuni aperti eccezionalmente per l’occasione.

Per la stagione 2016 il Touring Club ha selezionato soltanto cinque destinazioni d’eccellenza, tra questi Laterza Terra delle Gravine e delle maioliche.

“I consoli pugliesi del TCI hanno voluto accendere i riflettori sullo straordinario patrimonio d’arte e natura della provincia di Taranto, legando costa ed entroterra, attraversando la Terra delle Gravine e scoprendo città straordinarie come Laterza, sul confine tra Puglia e Basilicata, a pochissimi chilometri da Matera, sulle rotte dell’antica Via Appia, in un connubio straordinario tra arte, natura, sapori” – dichiara Giuseppe Genghi, – vice console regionale Tci nel corso della presentazione dell’iniziativa svoltasi l’8 maggio scorso.

Laterza, che si prepara alla festa patronale della Mater Domini ( 20-22 maggio)  ha accolto, domenica 15 maggio, i soci del Touring Club Italiano per offrire loro l’occasione, con un ciclo di visite guidate , di conoscere i beni culturali e ambientali del suo centro storico.
Piazza Plebiscito ha fatto da sala ricevimento della manifestazione, dove erano stati allestiti stands di prodotti tipici; il pane di Laterza del molino pastificio Bongermino, il caciocavallo podolico, vino e olio biologico di Pietro Pierri, con l’azienda Pi2Bio.
Dal gazebo Tci, accolti dal  console Luciana Doronzo e da Micol Ferrario TCI Milano, è partito l’itinerario  per la visita guidata al Palazzo Marchesale, da poco recuperato, dove il Museo della maiolica,  del MuMa, espone permanentemente una raccolta di ceramiche di gran pregio del collezionista Riccardo Tondolo: piatti da parata, anfore e coppe risalenti al periodo d’oro dei ceramisti laertini; nell’atrio del Palazzo Marchesale  la mostra
“SonOra”, collettiva di arte contemporanea; attraverso il centro storico, si è raggiunto un punto panoramico sul ciglio della gravina, dominato dalla chiesa matrice, per fare tappa all’antica Spezieria, alla Cantina spagnola e concludere il tour alla fontana dei Mascheroni e al santuario di Mater Domini.

(altro…)

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tomo catasto                   Presso l’archivio comunale del nostro Comune,  sono conservati, in modo “inadeguato al loro valore storico-documentaristico”, tre tomi del Catasto onciario di Turi, che raccoglie dati dal 1749 a 1801. Rappresentano una fonte di informazioni per gli studiosi di quel periodo e posseggono un gran valore per la nostra Comunità.

Ridar loro una veste che li conservi dall’ingiuria del tempo e dell’uso sarebbe un merito da apprezzare.

Essi sono consultabili, previa richiesta scritta.

Da maggio lo Stato si prepara a ricevere le dichiarazioni dei Redditi 2015 e inonda la rete e gli uffici di avvisi, precisazioni, precompilati moduli 730; questa è l’alchimia di un sistema impositivo messo in piedi due secoli fa, grazie al Catasto onciario.

              Il Catasto onciario, precursore degli odierni catasti, rappresenta l’attuazione pratica delle norme dettate da re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo per un riordino fiscale del regno delle Due Sicilie. (altro…)

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