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Archive for the ‘cultura’ Category

Arte e intrattenimento” il tema al centro delle Giornate europee del patrimonio 2019, l’iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea che rappresenta un insieme di eventi culturali partecipativi tra i più celebrati dai cittadini europei. Le Giornate saranno celebrate in tutta Europa il 21 -22 Settembre.

Il Club per l’UNESCO di Bisceglie, presidente Pina Catino, in linea con l’obiettivo GEP – CoE di approfondire la comprensione del passato comune dell’Europa, valorizzare i valori tradizionali e promuovere nuove iniziative di educazione al patrimonio e di conservazione, ha organizzato per sabato 21 settembre,due incontri con il Patrocinio del Comune di Bisceglie e in partnership Archeoclub d’Italia Sede Bisceglie,

ore 10:00 – 12:30 presso il Dolmen “la chianca” di Bisceglie,Approfondimenti; https://go.coe.int/Gb5Hr;

ore 18:00 – 20:30 presso il Museo Etnografico “Francesco Prelorenzo” nella Torre Normanna,approfondimenti https://go.coe.int/RpnAj

Domenica 22 settembre presso la Chiesa di Sant’ Oronzo e sottostante Grotta Carsica in Turi con il Patrocinio del Comune di Turi (Ba) e in partneship Sezione locale A.N.B. “A. Pedrizzi”.

Dopo la cerimonia d’apertura con il saluto alle bandiere e lettura del Preambolo Atto Costitutivo UNESCO a cura dell’Assessore alla Cultura e Patrimonio, dott.ssa Teresa De Carolis e, la presentazione GEP 2019 a cura del presidente Club per l’UNESCO di Bisceglie, Pina Catino, interverranno per il saluto istituzionale:il Sindaco dott..ssa Ippolita Resta, l’Ass. alla Cultura e Turismo dott.ssa T. De Carolis, il Presidente Ass. Naz. Bersaglieri “ Pedrizzi” Turi , dott. Francesco Tria, il Presidente Ordine dei Geologi della Puglia geol. Salvatore Valletta, il Presidente Nazionale SIGEA geol. Antonello Fiore, il Presidente AISM Bari dott. Domenico Campana. Relatore geol. Fabio Luparelli. Per la Mostra d’Arte espongono gli Artisti, Sez Pittura: Assunta Fino, Luigi Manghisi, Piero Giannini; Fotografia, Fabio Zita; Scultura: Daniela Angelillo, Fabio Basile , Giacomo Stefano Nello Miale, interviene il poeta Giuseppe Rossini (AISM Bari). Canti e Versi in dialetto turese,del poeta Pasquale Del Re e Musica M° Andrea Lenato con il Coro Ass. Culturale “I Discjadiscè” di Turi; saranno eseguiti in apertura e chiusura del convegno. A seguire, la discesa nella Grotta carsica, sede di Culto, accompagnati dal resp ANB “Pedrizzi” di Turi dott. Alberto Lenato.

Un viaggio nei misteri dell’antichità in una grotta dedicata a sant’Oronzo, patrono della città di Turi. Una cavità carsica scavata nelle rocce cretacee della Formazione del Calcare di Bari, età cenomaniano- Turoniano;alla grotta si accede per mezzo di una scalinata al centro della navata della chiesa.

Qui si possono trovare tutti quegli elementi sacri fondamentali che parlano del culto delle acque nelle grotte (colonna della Vita, Coppella, stalattiti spezzate che dimostrano il forte potere taumaturgico che a loro veniva affidato)…e chissà , forse non è un caso che proprio in una grotta ai piedi dell’altare settecentesco dedicato al Santo Oronzo, si trovi il Mito del Sole”( Studio di Pina Catino pubblicato nel volume Misteri dell’Antichità ADDA Ed 2009 tradotto in tre lingue, Inglese Francese e Spagnolo) rappresentato attraverso i simboli nella storia delle Religioni…un corpus di 238 formelle in maiolica, quadrate, lato cm 18, databili inizio 1700, provenienti da Laterza uno dei centri più fiorenti di produzione di ceramica in quel secolo …interessanti le dimensioni del pavimento cm 314 x260

 La Grotta di S Oronzo in Turi, Storia – Geologia-Arte e Fede…. (altro…)

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Un vento di tramontana mitiga la calura che ha avvolta Turi e non solo.

Oggi si festeggia la Madonna del Carmine o del Carmelo, una festa molto sentita dai turesi, con processioni, luminarie, fuochi e parco giochi.

Il Monte Carmelo, in Palestina, fin dal tempo dei Fenici (chiamati Filistei nella S.Bibbia) fu meta di anacoreti; lassù si ritirarono, dopo la morte di Gesù, alcuni cristiani aspiranti alla perfezione dei consigli evangelici; sul Carmelo dedicarono il primo Tempio alla Vergine che perciò si chiamò Madonna del Carmelo o del Carmine.

Ma il Carmelo divenne insufficiente a contenere tutti quelli che si raccoglievano intorno ai primi Carmelitani e si ebbero così molti eremiti devoti alla Vergine sparsi in Palestina prima, e poi in Egitto ed in tutto l’Oriente. Verso il 1150 finalmente si organizzarono a vita comune e si ebbero dei monasteri carmelitani che, col ritorno dei Crociati, si moltiplicarono anche in occidente e precisamente in Sicilia ed in Inghilterra. L’approvazione dell’Ordine fu concessa dal Papa Onofrio III nel 1226 ed una conferma più solenne veniva data nel 1273 con Concilio di Lione che aboliva tutte le nuove Congregazioni, facendo però rimanere in vita solo Domenicani, Francescani, Carmelitani e Agostiniani.

confr-purgatorioA questo punto giova ricordare due fatti prodigiosi. Il 16 Luglio 1251 appariva la Vergine Santa a San Simone Stock d’origine inglese, che da qualche anno reggeva le sorti dell’Ordine inglese e, porgendogli lo Scapolare, gli diceva: “ Prendi, o figlio dilettissimo, questo Scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita. Ecco un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza e di pace con voi in sempiterno. Chi morrà vestito di questo abito, non soffrirà il fuoco eterno.”

Un secolo dopo l’apparizione a S. Simone Stock, la Vergine SS. del Carmine appariva al Pontefice Giovanni XXII e, dopo avergli raccomandato l’Ordine del Carmelo, gli prometteva di liberare i suoi confratelli dalle fiamme del Purgatorio il sabato successivo alla loro morte.

A Turi nella chiesa dei Riformati di San Giovanni Battista, la “Madonna del Carmine e Santi” è raffigurata su una tela ad olio, prima opera di Donato Conversi pittore turese, datata 1722 . Nella Chiesa Madre, nella cappella omonima eretta dalla fam. Musacco, nella navata destra, Nicola De Filippis dipinge nel 1731  una Madonna del Carmine in una ricchissima cornice di stucco (1 quaderno “sulle tracce” – centro studi di Storia e Cultura di Turi).
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La statua della Madonna del Carmine è conservata in S Chiara ed è portata in processione dalla Confraternita del Purgatorio; il 15 luglio la statua  viene portata in processione per il paese da S Chiara alla Chiesa Madre, mentre il 16 dalla Chiesa Madre in processione ritorna a S Chiara; commovente è il passaggio della statua per la piazza, dove dalla Cassa armonica la banda suona l’AVE o Maria di Schubert.
Sulla confraternita del Purgatorio, nata il 1669 e rifondata nel 1860, preziose notizie sono riportate sul quaderno n.2  di ” sulle tracce” a firma di don Pasquale Pirulli.
La statua della Madonna del Carmine fu adagiata per la prima volta in S Chiara nel 1875, anno di nascita di Giuseppe Albano, falegname, sposato con Anna Perfido, commerciante di stoffe; entrambi genitori di don Mimì Albano (da “Turi Chiesa Madre” di don Vito Ingellis)

Lo Scapolare (dal latino scapula, spalla) consiste in una striscia di stoffa (marrone o nera) con apertura per la testa, pendente sul petto e sul dorso.

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E’ in libreria il romanzo, delle sorelle D’Addabbo, “Vanessa e l’ombra del Basilisco”,

Miriana e Dania, due giovani autrici di Turi, pubblicano con Planet Book (marchio della CSA Editrice) il romanzo “Vanessa e l’ombra del Basilisco”.

Protagoniste della storia sono due speciali ragazzine di dieci anni, Livia e Vanessa, che vivono a Rodi Garganico. Un giorno, entrando in una grotta, si ritrovano catapultate in un’altra dimensione: il Mondo Magico, un reame abitato da creature fantastiche in cui regna solo il Bene. Le due bambine si rivelano essere le prescelte destinate a salvare questo mondo, minacciato da quattro potenti stregoni, su cui grava l’ombra del Basilisco, leggendario serpente in grado di uccidere con uno solo sguardo.

Miriana è la sorella secondogenita di Dania. Nata nel 2000 ad Acquaviva delle Fonti è colei che ha ideato il romanzo. Ha frequentato il Liceo artistico “Luigi Russo” di Monopoli ed è in procinto di iscriversi alla “Scuola Internazionale di Comics” di Reggio Emilia. Dotata nel disegno e nella pittura a mano e digitale, ambisce a diventare fumettista e illustratrice. Ha pubblicato sette suoi componimenti nel volume “Universi d’Arte” della casa editrice “Pagine”. Al concorso “Crowddreaming: i giovani co-creano cultura digitale”, ed. 2017, è stata protagonista del piazzamento del suo istituto al secondo posto a livello nazionale, partecipando con un fumetto manga realizzato a mano con china, dal titolo “Elios”. 

Dania è nata nel 1991 ad Acquaviva delle Fonti e ha collaborato alla stesura del romanzo. Appassionata di scienze, natura e animali, ha frequentato il Liceo scientifico di SHI_genova X CongressoConversano; iscrittasi poi all’Università, si è laureata con lode in Scienze della Natura” presso l’Università degli Studi di Bari. Il riassunto della sua tesi triennale è stato pubblicato negli Atti del X Congresso Nazionale della Societas Herpetologica Italica, che si è tenuto a Genova nel 2014. Dopo la laurea, ha prestato Servizio Civile presso il Politecnico di Bari e si è iscritta a un Master di II livello in Comunicazione della Ricerca e Didattica delle Scienze.

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LA MIA VITA TRA LE NUVOLE è un divertente romanzo thriller-fantasy per ragazzi e adulti. Arturo Moretti è uno scrittore di fumetti di fantascienza e vive a Milano. Il suo personaggio di punta è Jhivax 3001, che percorre l’Universo, di avventura in avventura, fino a diventare troppo ingombrante per il suo creatore che vorrebbe dedicarsi a nuovi generi letterari. Le vicende personali di Moretti si intrecciano con quelle del suo eroe di carta che non ci sta a farsi da parte e dà filo da torcere al suo demiurgo. Tra esilaranti colpi di scena e trovate “ai confini della realtà”, il lettore viene accompagnato verso un finale imprevedibile.

Fabio Valentini è nato a Bari il secolo scorso e vive a Turi. Appassionato di arte, letteratura, cinema e di tutto quello che stimola le sinapsi, è l’autore di “Spleen – Una lunga e crudele stagione”.

 

 Oggi, presso la Sala conferenze “Remo Lefemine” del Centro Studi di Storia e Cultura di Turi “Matteo Pugliese”, l’autore ha presentato il libro dialogando con Lilli Susca.

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In occasione del Giubileo di Sant’Oronzo e della festa Grande in suo onore, Daniela Angelillo, una giovane artista turese ha organizzato e coordinato un percorso divulgativo nel centro storico di Turi, in collaborazione con Ass. culturale “in Piazza” e “il Viandante”, sulla figura del Santo e della sua presenza a Turi.

Un lavoro egregio, che ha offerto ai visitatori che hanno percorso via Sedile uno spaccato della figura del Santo e dei segni che ha prodotto nella comunità turese: la grotta, con l’altare e il pavimento maiolicato, il cappellone, che sovrasta la grotta, la devozione del popolo con immagini e statue prodotte e la festa giubilare del 26 agosto, con il carro ligneo trainato da 6 mule che portano un suo simulacro dalla grotta al centro del paese.

In tale evento, Daniela ci ha messo qualcosa di suo, della sua arte creativa, realizzando la testa e il busto di Sant’Oronzo, copia in scala di quello realizzato dallo scultore contadino, Giuseppe Palmisano; è il busto che viene portato in trionfo la sera del 26 agosto sul carro e che è situato nella 2^ cappella a sx della Chiesa Madre di Turi .

Le sculture del busto, su modello in argilla scala 1:3,  sono state realizzate  in marmorina e dipinte con acrilici e decorate con foglia oro meccata. Sono state offerte al Vescovo di Zara, in occasione della visita della delegazione di Turi per la reliquia di Sant’Oronzo, al Nunzio apostolico durante la sua visita a Turi e a sua Santità Papa Francesco .

Forte della sua inclinazione al disegno, Daniela ha riprodotto in terracotta quasi tutte le formelle del pavimento maiolicato posizionato ai piedi dell’altare di San Oronzo nella grotta di Turi in grandezza  15×15,

Le mattonelle, pregevoli testimonianze dell’arte ceramica del ‘700 pugliese, formano un pavimento di circa 8 mq, composto da 238 mattonelle in maiolica di forma quadrata. Le mattonelle sono caratterizzate da una decorazione con motivo ricorrente del doppio o triplo cerchio filettato e, negli angoli, petali che  formano quarti di rosette. I cerchi racchiudono un policromo e variegato repertorio ornamentale, con motivi a rosone, a festoni e figurati. In particolare, per quanto concerne i motivi figurati sono presenti ritratti maschili e femminili, paesaggi, vedute marine, decorazioni vegetali (alberi e fiori), animali (quadrupedi e volatili) ed uno stemma araldico.

I cerchi racchiudono figure e ornamenti a tutto campo e a volte figure di dimensioni minori entro medaglioni contornati da fasce con motivi decorativi tipici del ‘700. Il repertorio decorativo e di carattere profano e la disposizione delle mattonelle e quasi certamente dovuta al caso o alla libera scelta del posatore. (Donato Labate)

DanielaDaniela Angelillo, diplomata alla Scuola d’arte di Monopoli, ha lavorato presso l’Accademia di belle arti a Cracovia, dove ha conseguito il diploma  di maestro d’arte e designer della porcellana; ha conseguito la laurea in restauro conservativo all’Università di Lecce; ora lavora nel suo Laboratorio di ricostruzioni 3d e restauro digitale, pittura, scultura , decorazione, oggettistica (mimesi.arte.restauro@gmail.com)

è presente su Fb   https://www.facebook.com/pg/mimesi.arte.restauro/about/?ref=page_internal

foto dell’evento e di alcune opere di Daniela 

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Turi luglio 2011

La Ditta Rossi Restauri, a seguito di Bando pubblico al massimo ribasso,  ha ricevuto l’affidamento dal  Comune di Turi per i lavori di RIPRISTINO dei  decori e della tinteggiatura della struttura lignea del  CARRO TRIONFALE del SANTO PATRONO.

L’opera sarà finanziata con fondi di bilancio comunale.

L’opera di restauro della parte lignea sarà eseguita, parzialmente, prima della festa, per essere completata successivamente e per intero, dopo di essa; al lavoro, per conto della Ditta Rossi, Mariagrazia Coppi e Peppino Susca.

Nell’intendimento della Giunta, il ripristino del Carro di S. Oronzo, precederà la sistemazione e il completamento del ricovero dello stesso.

La Sig.ra Orlando Antonia, per devozione al Santo, donerà  il drappo in stoffa del basamento del carro. La Ditta Beppe Coppi sistemerà la croce e la sicurezza dell’ascensore.

Quest’anno il carro sarà trainato dall’Ass. Mule del Carro di S. Oronzo., guidata da Vito Palmisano.   Sabato 20, dopo varie prove di tiro, il carro verrà trainato, senza il Santo, dal Cimitero, dove è fermo, a piazza S. Orlandi.

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dietro il filo spinatoStavo mettendo ordine mentre prendo un libro voluminoso con una copertina tricolore. E’ un libro che avevo cominciato a leggere ma poche pagine. Conoscevo sommariamente il contenuto e lo scopo, ma non lo avevo letto con attenzione. Si tratta di un lavoro da certosino che pubblica una ricerca negli archivi di guerra relativa ai prigionieri della 2^ guerra mondiale.

Un numero considerevole di soldati, dispersi, prigionieri, morti, congedati, di cui nomi foto e cartoline ne delineano l’esistenza, della quale l’oblio e il tempo vuol dimenticato.

I vari personaggi sono raggruppati secondo il periodo o l’area di guerra, permettendo così di capire il contesto storico degli avvenimenti. Tra questi soldati ha attirato la mia attenzione quelli che erano di Turi: il cap. maggiore Iacovazzi Michele, di Vito Giuseppe e fratello di Natale, sbarcato a Bengasi il 29/2/40 e considerato disperso; Intini Francesco di Vito e di Saracino Giulia, catturato a Bardia ed internato a El Kassassin (Egitto); Di Bari Francesco di Giovanni e Cistulli Antonia, catturato in Francia dopo l’Armistizio ed internato in Germania ed, infine, Di Pinto Vito Cosimo, catturato dai francesi in Tunisia nel maggio del ’43 e rimpatriato dopo la fine del conflitto nell’aprile del ’46; riceve la corona al Merito di Guerra nel 1961.

Il libro  è “dietro il filo spinato” , l’autore è Vitoronzo Pastore.

Nato a Casamassima nel 1948, dopo avere frequentato la scuola media superiore, nel 1967 si arruola volontario nella Guardia di Finanza prestando servizio al Comando 1″ Legione Guardia di Finanza di Genova.
Nel 1973 è dipendente della casa di Cura S. Pio X di Milano, in questo luogo di sofferenze e cure sceglie definitivamente il percorso della sua vita.
Nel 1975 si trasferisce all’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano prestando servizio fino al 2003.
Nel 1978/81 frequenta il corso di Infermiere professionale all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
Al ‘Besta’ collabora come paramedico a diverse ricerche scientifiche, prime su tutte le malattie extrapiramidali e la sclerosi multipla, ricevendo apprezzamenti ed encomi.

Da pensionato continua con la sua passione filatelica ed intensifica l’interesse della Storia postale militare I e II Guerra mondiale, corrispondenza di prigionieri di guerra, documentazione militare. Ha ricevuto meritati encomi.

stralcio del libro  dietri il filo spinato – SUMA Editore

 

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