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Archive for the ‘eventi’ Category

dscf0052luglio 2011

Un vento di tramontana mitiga la calura che ha avvolta Turi e non solo.

Oggi si festeggia la Madonna del Carmine o del Carmelo, una festa molto sentita dai turesi, con processioni, luminarie, fuochi e parco giochi.

Il Monte Carmelo, in Palestina, fin dal tempo dei Fenici (chiamati Filistei nella S.Bibbia) fu meta di anacoreti; lassù si ritirarono, dopo la morte di Gesù, alcuni cristiani aspiranti alla perfezione dei consigli evangelici; sul Carmelo dedicarono il primo Tempio alla Vergine che perciò si chiamò Madonna del Carmelo o del Carmine.

Ma il Carmelo divenne insufficiente a contenere tutti quelli che si raccoglievano intorno ai primi Carmelitani e si ebbero così molti eremiti devoti alla Vergine sparsi in Palestina prima, e poi in Egitto ed in tutto l’Oriente. Verso il 1150 finalmente si organizzarono a vita comune e si ebbero dei monasteri carmelitani che, col ritorno dei Crociati, si moltiplicarono anche in occidente e precisamente in Sicilia ed in Inghilterra. L’approvazione dell’Ordine fu concessa dal Papa Onofrio III nel 1226 ed una conferma più solenne veniva data nel 1273 con Concilio di Lione che aboliva tutte le nuove Congregazioni, facendo però rimanere in vita solo Domenicani, Francescani, Carmelitani e Agostiniani.

confr-purgatorioA questo punto giova ricordare due fatti prodigiosi. Il 16 Luglio 1251 appariva la Vergine Santa a San Simone Stock d’origine inglese, che da qualche anno reggeva le sorti dell’Ordine inglese e, porgendogli lo Scapolare, gli diceva: “ Prendi, o figlio dilettissimo, questo Scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita. Ecco un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza e di pace con voi in sempiterno. Chi morrà vestito di questo abito, non soffrirà il fuoco eterno.”

Un secolo dopo l’apparizione a S. Simone Stock, la Vergine SS. del Carmine appariva al Pontefice Giovanni XXII e, dopo avergli raccomandato l’Ordine del Carmelo, gli prometteva di liberare i suoi confratelli dalle fiamme del Purgatorio il sabato successivo alla loro morte.

A Turi nella chiesa dei Riformati di San Giovanni Battista, la “Madonna del Carmine e Santi” è raffigurata su una tela ad olio, prima opera di Donato Conversi pittore turese, datata 1722 . Nella Chiesa Madre, nella cappella omonima eretta dalla fam. Musacco, nella navata destra, Nicola De Filippis dipinge nel 1731  una Madonna del Carmine in una ricchissima cornice di stucco (1 quaderno “sulle tracce” – centro studi di Storia e Cultura di Turi).
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La statua della Madonna del Carmine è conservata in S Chiara ed è portata in processione dalla Confraternita del Purgatorio; il 15 luglio la statua  viene portata in processione per il paese da S Chiara alla Chiesa Madre, mentre il 16 dalla Chiesa Madre in processione ritorna a S Chiara; commovente è il passaggio della statua per la piazza, dove dalla Cassa armonica la banda suona l’AVE o Maria di Schubert.
Sulla confraternita del Purgatorio, nata il 1669 e rifondata nel 1860, preziose notizie sono riportate sul quaderno n.2  di ” sulle tracce” a firma di don Pasquale Pirulli.
La statua della Madonna del Carmine fu adagiata per la prima volta in S Chiara nel 1875, anno di nascita di Giuseppe Albano, falegname, sposato con Anna Perfido, commerciante di stoffe; entrambi genitori di don Mimì Albano (da “Turi Chiesa Madre” di don Vito Ingellis)

Lo Scapolare (dal latino scapula, spalla) consiste in una striscia di stoffa (marrone o nera) con apertura per la testa, pendente sul petto e sul dorso.

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2 luglio 2009

Con due trailer e 4 mule in 12 partiamo  per Matera per partecipare alla processione della Madonna della Bruna.  In vista della città dei Sassi, nubi scure appaiono all’orizzonte e poi un acquazzone ci assale violentemente . Siamo puntuali all’appuntamento presso l’abitazione di Belisario Paulicelli, detto “ Zannone”, un ottantenne materano che ha dimestichezza con le mule e con la guida del carro trionfale, per il quale ha ricevuto una targa encomio dalla CNA di Matera;  un nome leggendario il suo che si adatta ad una  figura altera, pur se popolana.

Le mule vengono “vestite” con finimenti per la festa e poi portate presso la chiesa di Piccianello, dove il carro, guardato a vista da un gran schieramento di forze dell’ordine, aspetta che la pioggia cessi di cadere.

Dopo più di un’ora, il carro, ora circondato da una folla di gente, viene fatto uscire; le mule sono  preparate per l’attacco. I materani e i forestieri fanno visita al carro, mentre altri si posizionano lungo il percorso nell’attesa della sfilata di gala.

Verso le 20, due guardie municipali su imponenti  morgesi  fanno da battistrada a 80 cavalieri in grande uniforme e a due carrozze d’epoca su cui vi siede il clero guidato dal vescovo   e la giunta guidata dal Sindaco; tutti vanno incontro alla Madonna trionfante.

Alle 21 preceduto dalla banda, dalle autorità, organizzatori e dai cavalieri, scortato da un cordone stretto di Carabinieri, polizia, vigili del fuoco e volontari, parte il carro con la Madonna su un trono basculante per un percorso lungo via nazionale per raggiungere a tappe  piazza Vittorio Veneto .  Dietro il carro gli assalitori con urli e sibili precedono la folla; man mano che la processione procede,  la fiumana di persone  satura il percorso; il carro ogni tanto si ferma per ripartire accompagnato da applausi e grida degli assalitori; questi sono quelli che devono sfasciare il carro. Piazza Roma, grande contenitore di palazzi istituzionali, della Cassa armonica con il Rigoletto in cartellone, è colma di gente, ormai ferma da ore  e segue su un maxischerma  l’avvenimento.

La folla che segue il carro viene bloccato in piazza V. Veneto, mentre la processione raggiunge piazza S Francesco; dopo i tre giri di rito, quattro mule vengono tolte dal tiro e la madonna viene fatta scendere e deposta in una chiesa vicina. Ed ora il clou della festa che tutti attendono: il carro si posiziona per tornare indietro,lungo via Nunziatella,  in piazza V Veneto; la folla si muove, i giovani assalitori si agitano, le guardie sono pronte a reprimere.

Il carro parte di corsa per raggiungere il punto fissato, ma è costretto a rallentare perché per terra un corpo di un uomo è stato “appositamente” spinto dagli assalitori; in tempo i vigilantes  sono riusciti ad evitare la disgrazia; la corsa del carro perde fluidità, slitta ed tentenna  e gli assalitori hanno  l’opportunità di anticipare l’assalto, un assalto spaventoso per quelli che erano vicino alle mule;  i nostri Oronzo, Pietro Enzo e Giacomo,  assaliti da ogni parte, aggrediti da una massa umana, sono schiacciati e addirittura spinti sotto il carro, dove trovano rifugio.

L’assalto, lo sfascio, si consuma in poco tempo. Il carro viene depredato, spogliato dell’addobbo artistico, i cui pezzi sono portati via dagli assalitori, tra la folla, con ostentazione; reliquie portafortuna da mettere in mostra nel proprio negozio  o in casa. E adesso?

Mò seme remaste come o 2 de luglie ; tradotto: adesso siamo rimasti come il 2 di luglio, cioè senza….

Presentazione per immagini

link     di approdimento   http://www.festadellabruna.it/

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XXIX SagraOrganizzata dall’Associazione “In Piazza” presieduta da Livio Lerede, con una settimana di ritardo per colpa delle condizioni avverse del tempo che ha compromesso il raccolto delle ciliege primizie (bigarreau e giorgia). La ciliegia Ferrovia ha resistito permettendo un raccolto pur non eccellente per qualità e quantità. La festa comunque è stata organizzata quest’anno per tre giorni consecutivi: 7-8 e 9.

Il venerdì dopo la Parata della Fanfara del 7° Reggimento Bersaglieri di Altamura e la Sfilata gruppo musicale “Guarda che Banda” è avvenuta  la Cerimonia d’inaugurazione alla presenza del nuovo Sindaco dott.ssa Tina Resta con il Consiglio Comunale e delle autorità, civili, tra cui Sindaci dei Comuni limitrofi, militari e religiose

E’ seguita l’Apertura degli spazi espositivi di aziende cerasicole e l’apertura della rassegna enogastronomici “Eccellenze di Puglia” – “Puglia Wine Festival”

Per il terzo anno consecutivo la locomotiva RossoFerrovia animerà le strade della città e sarà parte integrante della sagra, che ormai la riconosce come elemento distintivo. Lunga circa 7 metri e realizzata dall’artigiano turese Beppe Coppi in occasione della 27^ edizione, l’opera rappresenta l’antico mezzo di locomozione che, primo fra tutti, consentì agli agricoltori turesi di esportare la varietà regina del sud est barese.

L’evento colorerà le vie centrali della città, piazza Silvio Orlandi, via Sedile, via XX settembre, piazza Pertini, via Gramsci, via Antonio Orlandi, largo Pozzi, piazza San Giovanni e piazza Moro proprio nel periodo centrale della raccolta.

All’interno della manifestazione viene dato spazio anche alla formazione e all’informazione degli operatori. In programma, infatti, il seminario informativo “Epidemia Xylella – Prevenzione e Contrasto”  e la rassegna enogastronomica “Eccellenze di Puglia – Wine Music Festival”.

Saranno sempre al centro dell’attenzione gli spettacoli che faranno da cornice: l’esibizione dei comico-cabarettistico by Made in Sud, l’estemporanea di pittura “Rosso Ferrovia”, il venerdì danzante “Nostalgia ‘90”, gli spettacoli musicali  di Conturband, Junior Band, Piripicchio & Sciaraball e Skanderground e la novità rappresentata dal primo trofeo regionale di Pesistica Olimpica “Turi Città della Ciliegia Ferrovia”.

 

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Anniversario di una disgrazia

la graveTuri 12 maggio 2019

Sono trascorsi 40 anni da quando il piccolo Savino Giacomo (Mino per tutti), per recuperare il simbolo del suo gioco, un pallone, scivolò nell’inghiottitoio di largo pozzi a Turi; era il 13 maggio 1979, era Domenica e il Sindaco di Turi era Vitino Susca; ; Mino aveva sette anni quando fu ritrovato senza vita.
Il fratello Nicola (classe 1962), abitante in via Chiesa, così ricorda quella domenica:
Il padre Sebastiano allenatore della squadra giovanile dell’Unione sportiva Turi la mattina di quel giorno aspettava l’arbitro davanti al bar di Santino Iacovazzi per la disputa di una partita in casa; l’arbitro non venne, così avvisò il figlio Mino di tenersi pronto per andare a pranzare nella sua trattoria ( la cantine) di via Martinelli (la madre, Filomena Montaruli, aveva preparato una teglia di (altro…)

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S Claus moturi

Anche quest’anno l’Ass. “I moturi” ha radunato davanti alla sede comunale molte moto guidate da babbi natale che si sono prestati per portare gioia ai bambini e ai genitori, che hanno concesso ai figli di sedere su i centauri ed effettuare un giro aggrappati ai motociclisti in costume.

Due elfi e topolini si sono dedicati ai piccoli e grandi per una posa fotografica o per offrire dolcetti.

 

Una giornata solare, si può dire primaverile, ha fatto da splendida cornice all’iniziativa, che ha visto un pubblico numeroso e predisposto ad occasioni natalizie.

 

buonefeste2018

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In occasione del Giubileo di Sant’Oronzo e della festa Grande in suo onore, Daniela Angelillo, una giovane artista turese ha organizzato e coordinato un percorso divulgativo nel centro storico di Turi, in collaborazione con Ass. culturale “in Piazza” e “il Viandante”, sulla figura del Santo e della sua presenza a Turi.

Un lavoro egregio, che ha offerto ai visitatori che hanno percorso via Sedile uno spaccato della figura del Santo e dei segni che ha prodotto nella comunità turese: la grotta, con l’altare e il pavimento maiolicato, il cappellone, che sovrasta la grotta, la devozione del popolo con immagini e statue prodotte e la festa giubilare del 26 agosto, con il carro ligneo trainato da 6 mule che portano un suo simulacro dalla grotta al centro del paese.

In tale evento, Daniela ci ha messo qualcosa di suo, della sua arte creativa, realizzando la testa e il busto di Sant’Oronzo, copia in scala di quello realizzato dallo scultore contadino, Giuseppe Palmisano; è il busto che viene portato in trionfo la sera del 26 agosto sul carro e che è situato nella 2^ cappella a sx della Chiesa Madre di Turi .

Le sculture del busto, su modello in argilla scala 1:3,  sono state realizzate  in marmorina e dipinte con acrilici e decorate con foglia oro meccata. Sono state offerte al Vescovo di Zara, in occasione della visita della delegazione di Turi per la reliquia di Sant’Oronzo, al Nunzio apostolico durante la sua visita a Turi e a sua Santità Papa Francesco .

Forte della sua inclinazione al disegno, Daniela ha riprodotto in terracotta quasi tutte le formelle del pavimento maiolicato posizionato ai piedi dell’altare di San Oronzo nella grotta di Turi in grandezza  15×15,

Le mattonelle, pregevoli testimonianze dell’arte ceramica del ‘700 pugliese, formano un pavimento di circa 8 mq, composto da 238 mattonelle in maiolica di forma quadrata. Le mattonelle sono caratterizzate da una decorazione con motivo ricorrente del doppio o triplo cerchio filettato e, negli angoli, petali che  formano quarti di rosette. I cerchi racchiudono un policromo e variegato repertorio ornamentale, con motivi a rosone, a festoni e figurati. In particolare, per quanto concerne i motivi figurati sono presenti ritratti maschili e femminili, paesaggi, vedute marine, decorazioni vegetali (alberi e fiori), animali (quadrupedi e volatili) ed uno stemma araldico.

I cerchi racchiudono figure e ornamenti a tutto campo e a volte figure di dimensioni minori entro medaglioni contornati da fasce con motivi decorativi tipici del ‘700. Il repertorio decorativo e di carattere profano e la disposizione delle mattonelle e quasi certamente dovuta al caso o alla libera scelta del posatore. (Donato Labate)

DanielaDaniela Angelillo, diplomata alla Scuola d’arte di Monopoli, ha lavorato presso l’Accademia di belle arti a Cracovia, dove ha conseguito il diploma  di maestro d’arte e designer della porcellana; ha conseguito la laurea in restauro conservativo all’Università di Lecce; ora lavora nel suo Laboratorio di ricostruzioni 3d e restauro digitale, pittura, scultura , decorazione, oggettistica (mimesi.arte.restauro@gmail.com)

è presente su Fb   https://www.facebook.com/pg/mimesi.arte.restauro/about/?ref=page_internal

foto dell’evento e di alcune opere di Daniela 

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La festa degli Italiani è stata anche la festa dei turesi, che hanno offerto ai numerosissimi turisti accorsi ospitalità spettacolo cultura e tante prelibatissime ciliegie ferrovia, rossa rubino, a forma di cuore e dal sapore dolce, protagonista della Sagra della Ciliegia Ferrovia, che, da anni, anima le vie del centro storico di Turi nel mese di Giugno e che vede l’afflusso già dalla mattina del Sabato di moltissimi salentini attirati dal frutto carnoso e dalla comune devozione del Santo Patrono.

Un evento culturale ed enogastronomico che ha fatto scoprire tutte le affascinanti sfumature del nostro territorio.

Turi, terra della ciliegia “Ferrovia”, si è animata con musica live, canti e balli popolari, artisti di strada, spettacoli, mostre d’arte e d’artigianato ma soprattutto ha offerto l’occasione di degustare i prodotti tipici locali.

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