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Archive for the ‘eventi’ Category

S Claus moturi

Anche quest’anno l’Ass. “I moturi” ha radunato davanti alla sede comunale molte moto guidate da babbi natale che si sono prestati per portare gioia ai bambini e ai genitori, che hanno concesso ai figli di sedere su i centauri ed effettuare un giro aggrappati ai motociclisti in costume.

Due elfi e topolini si sono dedicati ai piccoli e grandi per una posa fotografica o per offrire dolcetti.

 

Una giornata solare, si può dire primaverile, ha fatto da splendida cornice all’iniziativa, che ha visto un pubblico numeroso e predisposto ad occasioni natalizie.

per vedere l’album di foto clicca sopra

buonefeste2018

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In occasione del Giubileo di Sant’Oronzo e della festa Grande in suo onore, Daniela Angelillo, una giovane artista turese ha organizzato e coordinato un percorso divulgativo nel centro storico di Turi, in collaborazione con Ass. culturale “in Piazza” e “il Viandante”, sulla figura del Santo e della sua presenza a Turi.

Un lavoro egregio, che ha offerto ai visitatori che hanno percorso via Sedile uno spaccato della figura del Santo e dei segni che ha prodotto nella comunità turese: la grotta, con l’altare e il pavimento maiolicato, il cappellone, che sovrasta la grotta, la devozione del popolo con immagini e statue prodotte e la festa giubilare del 26 agosto, con il carro ligneo trainato da 6 mule che portano un suo simulacro dalla grotta al centro del paese.

In tale evento, Daniela ci ha messo qualcosa di suo, della sua arte creativa, realizzando la testa e il busto di Sant’Oronzo, copia in scala di quello realizzato dallo scultore contadino, Giuseppe Palmisano; è il busto che viene portato in trionfo la sera del 26 agosto sul carro e che è situato nella 2^ cappella a sx della Chiesa Madre di Turi .

Le sculture del busto, su modello in argilla scala 1:3,  sono state realizzate  in marmorina e dipinte con acrilici e decorate con foglia oro meccata. Sono state offerte al Vescovo di Zara, in occasione della visita della delegazione di Turi per la reliquia di Sant’Oronzo, al Nunzio apostolico durante la sua visita a Turi e a sua Santità Papa Francesco .

Forte della sua inclinazione al disegno, Daniela ha riprodotto in terracotta quasi tutte le formelle del pavimento maiolicato posizionato ai piedi dell’altare di San Oronzo nella grotta di Turi in grandezza  15×15,

Le mattonelle, pregevoli testimonianze dell’arte ceramica del ‘700 pugliese, formano un pavimento di circa 8 mq, composto da 238 mattonelle in maiolica di forma quadrata. Le mattonelle sono caratterizzate da una decorazione con motivo ricorrente del doppio o triplo cerchio filettato e, negli angoli, petali che  formano quarti di rosette. I cerchi racchiudono un policromo e variegato repertorio ornamentale, con motivi a rosone, a festoni e figurati. In particolare, per quanto concerne i motivi figurati sono presenti ritratti maschili e femminili, paesaggi, vedute marine, decorazioni vegetali (alberi e fiori), animali (quadrupedi e volatili) ed uno stemma araldico.

I cerchi racchiudono figure e ornamenti a tutto campo e a volte figure di dimensioni minori entro medaglioni contornati da fasce con motivi decorativi tipici del ‘700. Il repertorio decorativo e di carattere profano e la disposizione delle mattonelle e quasi certamente dovuta al caso o alla libera scelta del posatore. (Donato Labate)

DanielaDaniela Angelillo, diplomata alla Scuola d’arte di Monopoli, ha lavorato presso l’Accademia di belle arti a Cracovia, dove ha conseguito il diploma  di maestro d’arte e designer della porcellana; ha conseguito la laurea in restauro conservativo all’Università di Lecce; ora lavora nel suo Laboratorio di ricostruzioni 3d e restauro digitale, pittura, scultura , decorazione, oggettistica (mimesi.arte.restauro@gmail.com)

è presente su Fb   https://www.facebook.com/pg/mimesi.arte.restauro/about/?ref=page_internal

foto dell’evento e di alcune opere di Daniela 

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La festa degli Italiani è stata anche la festa dei turesi, che hanno offerto ai numerosissimi turisti accorsi ospitalità spettacolo cultura e tante prelibatissime ciliegie ferrovia, rossa rubino, a forma di cuore e dal sapore dolce, protagonista della Sagra della Ciliegia Ferrovia, che, da anni, anima le vie del centro storico di Turi nel mese di Giugno e che vede l’afflusso già dalla mattina del Sabato di moltissimi salentini attirati dal frutto carnoso e dalla comune devozione del Santo Patrono.

Un evento culturale ed enogastronomico che ha fatto scoprire tutte le affascinanti sfumature del nostro territorio.

Turi, terra della ciliegia “Ferrovia”, si è animata con musica live, canti e balli popolari, artisti di strada, spettacoli, mostre d’arte e d’artigianato ma soprattutto ha offerto l’occasione di degustare i prodotti tipici locali.

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Nel volume curato dal prof. Cuccodoro, su Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani, dal titolo: “Gli impertinenti” il viaggio di Sandro e Carla Pertini, per l’Italia di oggi, Vito e Pierfrancesco, Catucci hanno contribuito a quattro mani a descrivere la tappa a Turi, dove il Capo dello Stato ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Il momento clou è stato il ritorno da Presidente della Repubblica nello stesso carcere in cui era stato detenuto per motivi politici dal 1930 al 1932.

La descrizione narrativa merita di essere pubblicata e conservata a memoria della Storia di Turi. ed associata all’Anniversario di morte, 27 aprile, di un Grande della storia italiana che ha vissuto prigioniero nelle carceri del nostro paese, A. Gramsci, col quale Pertini dividerà per due anni la sorte.

L’attesa e l’arrivo. Turi, Domenica 2 marzo 1980

In uno splendido meriggio, sotto un cielo azzurro, l’appuntamento con la storia è fissato le ore 16, quando cioè è previsto l’arrivo di Sandro Pertini, 84 anni di storia alle spalle, il Capo dello Stato più amato dei primi 34 anni della nostra giovane Repubblica. Plebiscitario il consenso degli Italiani nei suoi confronti, come plebiscitario era stato il voto dei parlamentari (882 su 5) che lo avevano eletto Presidente l’otto luglio di due anni prima. Erano gli anni della guerra fredda, del mondo diviso in due blocchi, delle ideologie sulla via del tramonto, del terrorismo rosso e nero, della P2, della crisi della politica e della società, della disoccupazione giovanile in forte ascesa, dell’inflazione record al 21% e del debito pubblico galoppante.

Già da alcune ore i turesi, rispondendo quasi inconsciamente a una nobile voglia di presenza, cominciano ad affluire in via XX Settembre, la strada principale del Paese transennata e imbandierata per l’occasione, e a raggrupparsi davanti alla sede della Dc e delle adiacenti Associazione degli artigiani e barberia. Al loro posto, oggi, c’è solo un bar, l’antica Caffetteria di Mina Susca.

Di fronte, la sede del Municipio tirata a lucido con l’austero rosso pompeiano dei (altro…)

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Stefano da Putignano incontro con C. Gelao

Gelao-Stefano da P

 

Gelao, Cl. (1989) Stefano da Putignano nella scultura pugliese del Rinascimento, Fasano di Puglia, Schena Editore.

 

 

Clara GelaoClara Gelao

Dal 1991 Direttore della Pinacoteca Provinciale, dove opera ancora attualmente organizzando mostre, conferenze, convegni e promuovendo il restauro delle opere d’arte ivi conservate.  Laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Bari nel 1975, sostenendo una tesi in Storia dell’Arte e si è specializzata nel 1981 in Storia dell’Arte presso l’Università di Napoli con una tesi in Museografia.

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Ieri, una giornata spendida ha fatto da cornice all’evento organizzato dall’Associazione “Mule del Carro di S. Oronzo”, che ha radunato, a piazza Dalfino in Turi, moltissima gente per ammirare carrozze, calessi, carri  e traini, carichi di passeggeri grandi e piccini.  Veicoli di un tempo della memoria trainati da splendidi cavalli, molti murgesi, da pony e da mule, quelle dell’Associazione. Una trentina di cavalieri piroettando tra la folla e i carri assiepati hanno attirato l’attenzione dei presenti. Alle 11 circa, dopo la benedizione di rito dell’Arciprete don Giovanni Amodio, si è formata una lunga  carovana che, dopo aver toccato il paese, si è infilata in via vecchia Rutigliano ed inoltrata poi nel territorio imbiancato dai ciliegi in fiore.  Una fiumana di ciclisti seguiva la processione davanti ai mezzi di soccorso. La passeggiata si è conclusa sullo spiazzo della Masseria Musacco dove, ad attendere trainieri cavalieri ed ospiti, erano pronti fornelli, giostrai e musica live. Una giornata all’insegna della agognata Primavera.

musica live

musica live di Frank Paradise

 

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Il Sindaco di Turi, Domenico Coppi, ha inaugurato martedì scorso, presso il chiostro dell’ex convento delle Clarisse, la mostra antologica di Antonio Conte, pittore brindisino d’origine e turese d’adozione. Nella rassegna, che chiuderà i battenti il prossimo 30 agosto, sono esposte 32 opere che rappresentano i momenti salienti di quaranta anni della sua vita artistica dalla sua prima mostra a Turi, nel 1977 presso il CAB 20 (oggi sede Cisl), ad oggi. Una mostra, come ha detto lo stesso Conte incalzato dal primo cittadino, che vuol essere un omaggio ad una cittadina ricca di valori e pietra miliare della sua vita, perché da Turi è ufficialmente iniziato il suo percorso familiare, esistenziale e pittorico, passando dalla ritrattistica alla pittura metafisica. Una scelta coraggiosa, ha evidenziato nel suo breve intervento il sindaco Coppi, perché Conte non ha esitato a rimettersi in gioco ed esporsi al giudizio della collettività, planetaria in quanto siamo tutti in rete, e per questo oggi molto più esigente di ieri.

Quaranta anni di vissuto – come ha evidenziato Vito Catucci sulla brochure – con i colori naturali della terra, che ha imparato a maneggiare già a dieci anni, una esistenza in cui ha interiorizzato i colori del sud, del mare e del cielo, della natura benefica, che ha metabolizzato insieme alla voglia di scoprire l’infinito che è oltre la siepe, la voglia di libertà e di esplorare e conquistare il mondo cavalcando il mitologico Pegaso, cavallo bianco alato, simbolo di forza, fierezza, armonia e bellezza, come i suoi cavalli scalpitanti che sembrano in procinto di liberarsi dalla forza di gravità che li tiene imprigionati nelle tele e volare via. E tornare nella sua casa adottiva per ritrovare ricordi, colori, suoni,odori, sapori, atmosfere, emozioni, amicizie sempre vive. (altro…)

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