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Archive for the ‘personaggi’ Category

L’iter canonico per la raccolta di documenti e firme per la beatificazione dell’on. Aldo Moro prosegue, prima del processo che si aprirà dopo il nullaosta della Conferenza episcopale.  L’avvocato Nicola Giampaolo è il postulatore che da quattro anni, per conto del Vaticano, coordina la raccolta delle testimonianze per la beatificazione dello statista della DC ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.

In questo post, pubblico un  saggio di don Pasquale Pirulli  su Aldo Moro, ricavato dalla antologia inedita “Epistolario delle origini”. Esso esprime  il suo pensiero sulla figura dello Statista ed offre un contributo per scoprire la sua esemplare santità laicale, da non confondere, a suo parere, con la figura di Padre Pino Puglisi, il prete che combatteva la mafia col sorriso. beatificato il 25 maggio 2013.

ALDO MORO: ALLA SCOPERTA DIFFICILE DI UNA SANTITA’ UNIVERSALE

La ricorrenza del centenario della nascita di Aldo Moro, avvenuta a Maglie il 23 settembre 1916, invita non solo il mondo accademico e politico a promuovere iniziative intese a ricordare il suo magistero giuridico e la sua prestigiosa militanza politica, ma provoca la comunità ecclesiale a interrogarsi sul suo percorso di fede autentica, di speranza forte e di carità misericordiosa che la postulazione della sua causa di beatificazione sta portando all’attenzione della gerarchia ecclesiastica.

Si tratta in definitiva di interrogarsi sulla “santità cristiana” da scoprire nella vita di Aldo Moro, quale battezzato, membro della Chiesa, padre di famiglia, docente universitario e politico dalle ampie vedute. Non ci si nasconde che si tratta di portare alla luce una santità “difficile” perché segnata dalle ombre di una militanza politica che è terreno sul quale si scontrano ideologie e poteri forti e che si è drammaticamente chiusa nella prigione di via Moltacini il 9 maggio 1978.

Ci dobbiamo ricordare che la santità è vocazione universale di tutti i battezzati (cap. V della costituzione sulla Chiesa “Lumen Gentium” ). Si tratta di una santità “teologale” perché ha in Dio Trinità la sua origine e si realizza in un rapporto filiale con Lui quale dono dello Spirito di Cristo. Un’altra nota della santità è quella di essere “cristiana” perché fa riferimento a Cristo come modello esemplare e dalla partecipazione al suo mistero di morte e risurrezione deriva l’incipit e la sua conclusione. Non sarà difficile qualificarla come santità “ecclesiale” perché nella comunità della Chiesa ritrova i mezzi della santificazione che si realizza nel tempo. Questi mezzi sono i sacramenti a cui ogni cristiano ha diritto di accesso per crescere nella fede, nella speranza e nella carità. La logica dell’incarnazione, propria della storia del Verbo di Dio che si fa uomo, aiuta il cristiano a valorizzare la dimensione prima di tutto temporale per cui il tempo della sua vita più che essere il freddo e matematico κρονος diventa il significativo e ricco di grazia καιρος perché agisce la potenza di Dio attraverso il suo Cristo. Dovremmo scoprire e riconoscere una santità “storica”, cioè vissuta dagli uomini nella loro dimensione personale che vuol dire la loro vita familiare, professionale e sociale. Proprio l’’ultima qualifica diventa provocazione a considerare la militanza politica quale terreno difficile nel quale vivere l’avventura cristiana che prima di tutto è storia di amore, di fraternità, di perdono vicendevole ed esperienza della misericordia di Dio. Così potremmo anche parlare di una santità “in uscita” che si fa attenta ai bisogni dei fratelli e si esplica quale “carità”, dalla quale non si può escluder la dimensione “politica” Un aiuto o se vogliamo una indicazione può venire dalla proposta di una spiritualità. Nel caso di Aldo Moro è significativa la sua scelta di essere terziario domenicano e poi ancora di vivere l’esperienza associativa della F.U.C.I. confortato dalla cordiale amicizia del beato Paolo VI. (altro…)

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Il Sindaco di Turi, Domenico Coppi, ha inaugurato martedì scorso, presso il chiostro dell’ex convento delle Clarisse, la mostra antologica di Antonio Conte, pittore brindisino d’origine e turese d’adozione. Nella rassegna, che chiuderà i battenti il prossimo 30 agosto, sono esposte 32 opere che rappresentano i momenti salienti di quaranta anni della sua vita artistica dalla sua prima mostra a Turi, nel 1977 presso il CAB 20 (oggi sede Cisl), ad oggi. Una mostra, come ha detto lo stesso Conte incalzato dal primo cittadino, che vuol essere un omaggio ad una cittadina ricca di valori e pietra miliare della sua vita, perché da Turi è ufficialmente iniziato il suo percorso familiare, esistenziale e pittorico, passando dalla ritrattistica alla pittura metafisica. Una scelta coraggiosa, ha evidenziato nel suo breve intervento il sindaco Coppi, perché Conte non ha esitato a rimettersi in gioco ed esporsi al giudizio della collettività, planetaria in quanto siamo tutti in rete, e per questo oggi molto più esigente di ieri.

Quaranta anni di vissuto – come ha evidenziato Vito Catucci sulla brochure – con i colori naturali della terra, che ha imparato a maneggiare già a dieci anni, una esistenza in cui ha interiorizzato i colori del sud, del mare e del cielo, della natura benefica, che ha metabolizzato insieme alla voglia di scoprire l’infinito che è oltre la siepe, la voglia di libertà e di esplorare e conquistare il mondo cavalcando il mitologico Pegaso, cavallo bianco alato, simbolo di forza, fierezza, armonia e bellezza, come i suoi cavalli scalpitanti che sembrano in procinto di liberarsi dalla forza di gravità che li tiene imprigionati nelle tele e volare via. E tornare nella sua casa adottiva per ritrovare ricordi, colori, suoni,odori, sapori, atmosfere, emozioni, amicizie sempre vive. (altro…)

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 il 23 marzo ’17 è stato un giorno speciale per la turese Giovanna Di Lauro, cgt Verdoni, che ha compiuto 100 anni.

In questi lunghi anni ha regalato sorrisi, valori, asciugato anche lacrime e dispensato soprattutto simpatia e amore.

Contornata dall’affetto della figlia Palmina e del figlio dott. Antonio Verdoni, dai familiari, dai tanti amici e  tanti ospiti della Casa Famiglia di Villa Cortese (Mi), Giovanna ha vissuto gioiosamente questo importante traguardo di vita.

Il Sindaco di Turi dott. Menino Coppi ha fatto sentire l’affetto del suo Paese natio facendole pervenire una pergamena commemorativa

Il Sindaco di Villa Cortese e di Dairago (Mi) hanno testimoniato l’evento insieme al parroco don Felice.

Accompagnata anche da musiche retrò la centenaria ha spenta  le candeline.

Giovanna Di Lauro, turese, da circa 6 anni si era trasferita al Nord per necessità assistenziali

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Una fanova quest’anno, gigantesca come non mai, è stata eretta da Peppino Tateo classe 39 con l’aiuto dei suoi operai, in una traversa di via Casamassima nei pressi dello stabilimento ortofrutta dello stesso Tateo.

Grande quasi quanto quella di Novoli, in onore di S Antonio, questa di Turi, in onore di S. Giuseppe, è formata da tralci di vite legati in fasce provenienti da tutta azienda Tateo, accatastate in cerchi concentrici fino ad una altezza di circa  15 metri occupando un diametro di 30 metri.

 

 

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Nel giorno della Memoria: Marino PalmisanoMarino Palmisano  “volontario della libertà”.

Il 10 maggio , ricorrerà l’anniversario di morte di Palmisano Marino (1922-2000), “Marinuccio” come affettuosamente era chiamato. Era nato il 1 agosto da Paolo e Pasqua Savino e con le sorelle Nina e Domenica abitava, prima di sposarsi, in via V. Orlandi, angolo via Dogali; suo unico figlio Paolo è stato un mio  amico; suonava la batteria nel gruppo musicale “i lupi”. Anche la moglie Margherita Di Venere (1930-2015) l’ha raggiunto nel mondo dei trapassati

La nuora Lucia Dell’ Aera , madre di Margherita e Marcella,  conserva gelosamente , appesa alla parete, una targa di riconoscimento, con la quale Marinuccio è stato insignito con un distintivo d’onore, “volontario della libertà”, con la seguente motivazione: per essere stato deportato nei lager tedeschi e aver rifiutato la liberazione e per non aver servito l’invasione tedesca e la Repubblica di Salò durante la Resistenza.

Marino, soldato, richiamato alle armi nel ’42, partì per la frontiera balcanica col 47° Reggimento Fanteria e dopo essere sbarcato a Cattaro il 21/6/42 rimase a Niksic e Bogeticì, 100 km circa da Dubrovnik, fino a quando l’Italia firmò l’armistizio. Il suo Reggimento si arrese ai tedeschi e i suoi fanti fatti prigionieri. Come molti altri, Marinuccio rifiutò di servire la Repubblica Sociale e, nel settembre del ’43, fu deportato in carri bestiame in Germania nei lager di Dorsten (60 km da Dortmund e da Dusseldorf), dove rimase prigioniero per 2 anni ed utilizzato come operaio nelle miniere (Baldur Leopold). . La foto in alto fu scattata durante i primi mesi della prigionia in Germania; in quel volto si coglie la sofferenza  di  quei prigionieri rinchiusi  in campi di sterminio. Marinuccio, all’arrivo degli alleati, si salvò dalla morte lasciandosi precipitare in un burrone molto profondo, mentre i suoi compagni venivano portati lontani dal campo e fucilati. Questa foto, sgualcita e parziale, è ora conservata come reliquia, viene pubblicata per non dimenticare e per testimoniare la crudeltà e la barbaria della guerra

Giovanni Palmisano

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dsc_0756-1Turi 18 Dicembre 2016

Natale è:    luci che incantano,  legna che arde nel caminetto, profumo di dolci di vincotto, di faldacchea, di pettole, di bei ricordi, di amicizie rinnovate, di buoni propositi, di generosi gesti, di  serate in allegra compagnia, … di raduni di familiari e di comunità,  di sensibilità sollecitata verso gli altri, insomma un momento magico che fa rivivere un messaggio di speranza intorno alla celebrazione della nascita di un bambino particolare.

La comunità turese respira aria di festa per l’evento più universale: il Natale;

piazza S. Orlandi ospita quest’anno un albero ecologico, che brilla di caleidoscopiche luci in bottiglie di plastica; richiama l’avviamento della raccolta differenziata porta a porta; l’AROBA5 ha iniziato la raccolta dal 1 Dicembre a Turi e dal 15 ha fatto sparire tutti i cassonetti dell’indifferenziata; festoni di luci  illuminano via XX Settembre e via “dell’Orologio”.

La sera, le luci e le vetrine donano ai passanti infreddoliti immagini particolari; ne propongo alcune con la mia Nikon D3200 . CLICCA QUI’

gazeboStamane, una splendida giornata con un sole “primaverile” ha offerto ai turesi l’occasione per apprezzare le iniziative di alcune associazioni.

I ” MoTuri ” erano in piazza con moltissime moto e in costume natalizio per portare la strenna ai bambini;

video partenza moturi

in villa famiglia-al-centrol’Associazione “Famiglia in centro” ha tenuto un sit-in con bambini e genitori, mentre l’AROBa5 aveva un gazebo informativo per la differenziata.

per una carrellata fotografica clicca quì

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Isabella Accolti G tomba

Se cammini per il borgo antico di Turi eaccolti gil sei in piazza Gonnelli, vedrai una stradina lunga e stretta di fronte al palazzo Gonnelli intitolata via arco Gil;  questa collega la piazza, sede dell’antico Sedile di Turi,
con l’estramurale di Settentrione di via Giuseppe Massari. Molto probabilmente sta a indicare che a Turi è vissuta una famiglia Gil .

I Gil erano venuti con gli spagnoli ed erano presenti anche nei paesi limitrofi di Rutigliano e Conversano; quì Giovanni Battista Accolti, di origine toscana, sposò nel 1693 Gil Grazia, ultima discendente dell’aristocratica famiglia Gil, dando origine al ramo degli Accolti-Gil.

Nella zona monumentale del Cimitero di Turi, presso il gentilizio dei Franchini-Gasparro, sorge una stele funebre dedicata ad Anna Isabella Accolti Gil (8 maggio 1896 – 9 aprile 1897); un pietoso gesto d’amore per un fiore reciso sul nascere, il primo della progenie.
accolti-gil-araldicaSu di un lato l’araldica incisa di famiglia:

inquartato: nel 1^, a due fasce, alla bordura d’azzurro caricata di 8 stelle; nel 2^ , al capriolo rovesciato e sormontato da una stella, al capo cucito di azzurro, caricato da tre gigli divisi dai quattro pendenti di un lambello;. nel 3^, a due serpenti intrecciati in palo, le teste affrontate e sormontate ciascuna da una corona all’antica, alla fascia dello  stesso caricata di tre stelle; nel 4°, castello fondato sopra un ponte arcuato sorretto da un  piliere, e sostenuto da due animali alati affrontati e cimato da un’aquila uscente.

La piccola era figlia di Arturo Accolti Gil, possidente, domiciliato in Turi che quando aveva 26 anni aveva dichiarato all’ufficiale dello stato civile che I’ 8 maggio 1896 nella casa di via Regina Margherita 21, da Pugliese Angela, sua moglie, civile, secolare convivente, è nata una bambina a cui dà i nomi di Anna, Isabella, Maria, Michele; testimoni furono Franchini Alfredo di anni 50 gentiluomo e Fanelli Pasquale di anni 48 veterinario.
Dopo quasi un anno, mentre la signora Angela era incinta di un bambino, la piccola Anna Isabella muore. A dichiarare la morte, avvenuta alle sette pomeridiane del 9 aprile 1897 in via borgo vecchio, furono due facchini: lngellis Giovanni di anni 50 e Spada Vitantonio di anni 48; erano presenti come testimoni altri due facchini.

I coniugi Accolti Gil, durante la permanenza a Turi avranno altri figli, nati tutti nel  borgo nuovo:
  • Antonio Stanislao (n. 7/5/1897 ), testimoni furono Michele Giammaria e Marco Masi;
  • Anna Isabella Maria Giovanna (n. 22/6/1898 ,  Torino 1983),  testimoni Turchiarulo Giovanni e l’ing. Resta Domenico; sposerà  Dal Verme Vincenzo in Conversano;
  • Giuseppe Maria Alfredo (n.30/12/1899) ,  testimone Michele Giammaria;
  • Alfredo Biagio Umberto (n. 8/12/1900) , testimoni Rodrigo Aceto e Stefano Aceto.
  •  Elisabetta Maria Cosma (14/10/1892 , Conversano  1993 ).

accolti-gil-alfredoAccolti-Gil Arturo  (1870-1940) di Antonio e di Anna Isabella Rotolo (?) nasce a Conversano  in una villa ottocentesca situata nell’attuale via Verdi, che sarà salvata da una demolizione per intervento della Sovrintendenza per la presenza in essa di opere pittoriche di Alfio Tommaselli, genero dell’arch. Sante Simone.

Arturo sposa Pugliese Angela nativa di Putignano e con lei, nel 1896, si trasferisce a Turi per insegnare presso le Scuole Elementari, ex Convento Clarisse;  avrà come colleghi Giuseppe Totire,  Luigi Colapinto , Giuseppe Fuselli e Marco Masi, che, l’anno dopo, gli farà da testimone alla nascita della prima e sfortunata figlia.

Quell’anno, nella Commissione Scolastica del Comune di Turi, che vigilava sugli insegnanti, erano stati eletti Aceto Giuseppe, Torchiarulo Giovanni e D’Addabbo Francesco.  In Italia, nel 1859, la legge Casati istituisce la scuola elementare obbligatoria ed articolata in due bienni. Dopo la scuola obbligatoria, gli alunni potevano proseguire gli studi nei ginnasi, che però erano a pagamento, o nelle scuole tecniche. Distinzione che inevitabilmente era legata alle risorse finanziarie delle famiglie. Con la legge Coppino del 1877, invece, le scuole elementari vengono aumentate a 5 anni, con obbligo di frequenza per i primi 3 anni.  L’onere dell’istruzione veniva assegnato ai Comuni.

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Arturo Accolti Gil al centro coi baffi davanti alle Scuole Elementari; periodo primo decennio Era fascista

Arturo Accolti-Gil, tornato a Conversano, dopo l’esperienza turese,  proseguirà la sua attività di insegnante; negli anni 1920-30, diventa “imprenditore immobiliare”, vendendo e/o permutando i terreni di sua proprietà ai conversanesi emigrati in USA alla fine dell’800; fa realizzare case di pregio lungo l’attuale via Mazzini, che collega la sua villa dimora con la “piazza nuova”, destinata a mercato e intitolata successivamente a Cesare Battisti.

Un suo fratello, Michele, scultore, scolpirà il bassorilievo di F. Jaia a lato dell’ingresso della Chiesa del Carmine.

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