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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

CCI1609201914 Settembre 2019

Col patrocinio della Regione Puglia, Comune di Turi, Nuova Pro Loco, l’Accademia Chi è di Scena ha portato in piazza Antico ospedale a Turi, dopo la pausa dello scorso anno, la nona edizione del Festival del Belcanto; una serata di Galà lirico con il premio del BelCanto alla soprana Maria Pia Priscitelli, apprezzata interprete della lirica italiana nei principali teatri d’opera del mondo.

Il soprano, dal 30 marzo scorso, è stata protagonista nel ruolo di Floria Tosca dell’opera lirica omonima di Giacomo Puccini, in scena alla Royal Danish Opera di Copenaghen, in replica ogni sabato fino al primo giugno 2019.
Il debutto nella capitale danese è stato un trionfo, un successo personale per la soprana, che ha infiammato il pubblico del Nord Europa con un’autentica standing ovation e fiori in camerino al termine dell’esibizione.

La serata turese, rinfrescata da un debole maestrale ed illuminata da una luna piena, ha visto pubblicouna buona presenza di pubblico che ha seguito con silenzio e partecipazione l’esibizione della soprana, accompagnata dall’orchestra sinfonica del Levante, magistralmente guidata dal maestro Ferdinando nostro concittadino, che con tenacia, dal 2009, ha voluto e realizzato il Festival del Belcanto.

Conduttrice della Serata Maria Liuzzi, giornalista professionista, volto noto dell’informazione televisiva redattrice e conduttrice del TG Norba;  ha  accompagnato il pubblico nell’alchimia della lirica italiana, presentando con disinvoltura e bravura la composizione musicale, l’autore, l’interprete ed il direttore d’orchestra.  La Priscitelli si è esibita in duetto con la giovane mesagnese soprano Marcella Diviggiano, sua  allieva.

Il pubblico ha apprezzato i protagonisti del Festival con calorosi applausi.

Il premio Belcanto, realizzato dall’artista Fabio Basile è stato consegnato dall’ass. comunale alla Cultura e Spettacolo, Teresa De Carolis.

Programma

Ouverture ” Nozzi di Figaro” W. A. Mozart

“Porgi amor” aria dalle nozze di figaro W. A. Mozart  (clicca x youtube video)

Sinfonia Norma di V. Bellini

Casta diva” da Norma di V. Bellini

“Ah bello! a me ritorna…” – cabaletta dalla Norma di V. Bellini

Mira o Norma” – duetto da Norma di V. Bellini

“Walzer” dalla Serenata per archi op. 48 di P.Tchaikovsky

“Intermezzo” da Carmen G. Bizet

“Tacea la notte placida” da Trovatore di G. Verdi

Intermezzo” da Pagliacci di R.Leoncavallo

“Vissi d’arte” da Tosca di G. Puccini

priscitelli sopranoMaria Pia Priscitelli

Nata a Giovinazzo, intraprende gli studi musicali nella sua città natale. Ha iniziato una brillante carriera debuttando: La Calisto di Cavalli al Teatro Olimpico di Vicenza (incisa in cd); Il matrimonio segreto al Ravenna Festival; Una Cosa rara di Martiri y Soler alla Konzerthaus di Vienna; Don Giovanni (Donna Elvira) alla San Francisco Opera, alla Staatsoper di Amburgo ccl alla Fenice di Venezia; Le nozze di Figaro (Contessa) a alla Deutsche Dier Berlin, Palermo, Klagenfurt e Beijing; la clemenza di Tito (Vitellia) a Klagenfurt ed a Graz; Medea di Cherubini a Catania; Semiramide di Rossini a Napoli; Beatrice di Tenda al Teatro alla Scala; Roberto Devereux a Santiago, Barcellona, Pamplona, – Lyon, al Téàtre des Champs-Eliysées di Parigi al Real di Madrid; Lucrezia Borgia alla Scala di Milano; Maria Stuarda (Maria e Elisabetta) a Macerata, Montecarlo, Wiesbaclen, alla Staatsoper di Berlino, alla Scala di Milano, a Catania e Venezia; Anna Bolena al Liceo di Barcellona; Simon Boccanegra al Colon di Buenos Aires e Cagliari,Staatsoper di Vienna, Don Carlo( Elisabetta) al Colon di Buenos Aires, Santiago del Cile, Amsterdam,alla Staatsoper di Vienna; il Trovatore al Petruzzelli di Bari, Barcellona, Lima; Un ballo in maschera a Buenos Aires; La Forza del destino a Buenos Aires Barcellona,Salerno, Aida a Lima e Cagliari; Macbeth a Wroclaw, Bratislava, Dresda,Turandot (Liù) a Bari; La Boheme (Mimì) a Malaga; Tosca a Montevideo, Modena, Ferrara, Piacenza,Copenhagen.

Ha collaborato con importanti direttori d’orchestra quali: Savall, Campanella, Oren, Fidò, Abel, Armiliato, Palumbo, Gelmetti, … e con registi quali: Pizzi, Pier’Alli, Hampe, Michieletto, ………… Tra i suoi impegni recenti e futuri: La Forza del destino diretta dal M° Fabio Luisi all’Opernhaus di Zurigo

DSC_5916Ferdinando Redavid,

nato a Turi (BA), si è diplomato brillantemente in Clarinetto al Conservatorio “N. Piccinni”di Bari sotto la guida di Antonio di Maso.

E’ vincitore di oltre 20 premi in concorsi Nazionali ed Internazionali, sia da solista che in formazione cameristica, “A. Ponchielli” di Cremona ; “Conc. Malatesta “Montescudo (RI)” Luigi Nono” Venaria Reale (TO) ecc.

Nel 1997 supera brillantemente l’audizione ali’ Accademia Superior de Bruxelles venendo ammesso ai corsi tenuti di Jean Micheal Jarliè.

Ha svolto intensa attività in qualità di orchestrale collaborando con l’Orchestra Sinfonica della provincia di Bari, Orchestra Mediterranea, Orchestra Sinfonica di Matera, collaborando con direttori dl’orchestra di fama internazionale quali, Oren, Renzetti, Imamura, Aprea,Veronesi e tanti altri

Nel 2008 consegue il Master di 1° livello “Musica d’Oggi” affrontando un intenso studio del repertorio contemporaneo. Nello stesso anno incide per la Stradivarius un CD “DollyToday” su una riscrittura di G. Faurè.

Docente ordinario della cattedra di Clarinetto nella Scuola media di l°grado.

Nel 2009 fonda l’ Accademia Chi è di Scena!? creando il Festival del belcanto di cui ne è direttore artistico.

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ivoire Unionil Presidente dell’Associazione” Ivoire Union” (Costa D’Avorio) , Moussa Bamba, ha tenuto sabato 4 maggio, presso la sala convegni “Casa delle Idee” ( ex Monastero delle Clarisse/Polivalente) a Turi,  un incontro per presentare  l’associazione alla Città.

Moderatore della serata Raffaele Zito Presidente Associazione“Casa dell’Università” di Bisceglie, che ha contribuito alla realizzazione di questo incontro.

Moussa Bamba così si è presentato al pubblico:

Credo sia opportuno presentare me stesso e la realtà del mio paese. Provengo dalla Costa d’Avorio, dove fino all’età di 29 anni ho potuto studiare e lavorare vivendo dignitosamente, dove la vita era abbastanza serena in tutta la nazione.

 Purtroppo l’arrivo della guerra ha completamente capovolto la realtà e ha distrutto la vita a tantissime persone come a me, costringendomi a lasciare la mia terra che non era più sicura.

Cosi sono andato via approdando prima in Senegal e poi in Italia. Per poter vivere in maniera dignitosa ho iniziato con l’aiuto di connazionali il piccolo commercio in attesa di potermi mettere in regola con tutti i documenti e cosi lavorare legalmente come è giusto che sia. Durante tutti questi anni, 11 in Italia di cui circa 10 a  Turi, ho avuto la fortuna di incontrare persone che con la loro bontà mi hanno aiutato a migliorare il mio stato sociale e a farmi integrare bene come oggi posso dire di essere che ringrazio di vero cuore.

E’ proprio quanto ho vissuto sulla mia pelle che mi ha portato a voler intensamente costituire questa associazione con lo scopo, ma non solo questo, di aiutare i tanti che si trovano nelle condizioni nelle quali mi sono trovato io 11 anni fa ritenendo di doverli aiutare, come lo sono stato io, senza guardare colore di pelle, nazionalità, religione o sesso.

Ritengo importante precisare che aiutare un immigrato ad integrarsi e a lavorare e vivere onestamente, significa non solo aiutare la singola persona ma la sua intera famiglia a vivere meglio nel suo paese. Cosi come credo sia giusto continuare a provvedere con piccole raccolte che siano di indumenti o altre cose di prima necessità da inviare a coloro che ne abbiano bisogno, perché in questi paesi esistono realtà veramente devastanti.

La Ivoire Union vorrebbe aprire le proprie porte a tutti coloro hanno intenzione o idee valide a dare aiuti di qualunque genere e entità direttamente sul territorio, in quanto la realtà odierna vede tanta gente, che io chiamo fratelli come nella mia cultura, bisognosi anche delle più piccole cose quotidiane, infatti basta pensare alle tante zone prive di acqua potabile, di cibo per sostenersi, vestiari e medicinali. Zone dove purtroppo si vedono ancora oggi bambini e adulti mal nutriti e in certi casi non vestiti, senza contare l’impossibilità totale per tanti ragazzi di avere una base scolastica necessaria alla loro educazione.

Ora vorrei un attimo sottolineare con orgoglio e gioia il aver stretto rapporti e collaborazioni con altre realtà o associazioni come con il Club per l’Unesco di Bisceglie, i Cavalieri Cristiani  Templari di Bisceglie, la Parrocchia Abbazia di Sant Adoeno e  l’associazione Casa dell’Università di Bisceglie che ha fatto da punto di collegamento con tutti e con la quale si è stipulato un accordo di collaborazione e di scambi logistici,e infine lo studio legale Iasevoli e Volpe con i quali si è firmato un protocollo di intesa per aiuti di natura legali.

Grazie all’aiuto di queste persone come degli iscritti e di normali cittadini abbiamo potuto organizzare come saprete un invio in Costa d’Avorio di cose di prima necessità e viveri come quelli offerti dalla Divella  e fattici consegnare nella persona del Dott Giuseppe De Pasquale.

Tra gli obbiettivi che abbiamo nel nostro programma oltre a quelli di natura sociale, culturale e umanitario, c’è la necessità di trovare e costituire un centro anche piccolo dove gli iscritti e coloro che intendono farlo, possano avere come punto di riferimento per incontri ma anche e soprattutto dove vari servizi a titolo gratuito o con piccolo contributo, possano usufruire facendone richiesta,  uno sportello dove si possa ricorrere per i seguenti punti:

1)   Aiutare chi arriva e vuole cercare una sistemazione dignitosa.

2)   Creare uno scambio di insegnamento linguistico per coloro che ne hanno bisogno che sia per la lingua italiana, inglese o francese.

Un punto dove chi ha bisogno e voglia di lavorare possa essere inserito in liste e dove coloro che intendono offrire lavoro che sia ad ore o giorni o altro ancora, possano dare i loro riferimenti affinché si possa collocare queste persone e dare loro la possibilità di lavorare e vivere in maniera dignitosa e soprattutto onesta.

Uno sportello dove potersi rivolgere per chiedere informazioni o aiuto per motivi legali o per indicazioni di carattere medico.

Anche quest’anno continueremo nella raccolta di cose di prima necessità per una nuova missione estera, ma anche per coloro che ne abbiano bisogno sul territorio che è abbastanza esteso visto il ponte con Bisceglie grazie all’Associazione Casa dell’università.

Oltre questa serata di presentazione e di ringraziamento vorremmo programmare altre manifestazioni e conferenze sul territorio.  Serate con musica, canti e cibo cosi da far conoscere le varie culture e amalgamarle fra loro, nonché a itinerari culturali per far conoscere i luoghi e la storia del territorio che ci ospita. Iniziative rivolte a tutti dai bambini agli anziani.

Stiamo iniziando a raccogliere adesioni da parte di datori di lavoro o artigiani che vogliono insegnare un mestiere a chi ha veramente voglia e intenzione di imparare per inserirsi nel mondo del lavoro 

Vorremmo chiedere all’Amministrazione comunale di tener presente la nostra associazione per reclutare fra i nostri iscritti persone che abbiano bisogno di lavorare quando per eventi o manifestazioni serve personale straordinario o ausiliario.

Dopo i ringraziamenti di rito, prendono la parola i rappresentati delle varie Associazioni o Enti che hanno accettato l’invito:

Valentina BATTISTA, Presidente “EMYA”,

Pina CATINO, Presidente Club per l’UNESCO di Bisceglie,

Donata DE FILIPPIS di Rutigliano,  Giuseppe DE PASQUALE, Segretario Regionale Puglia M.E.D.A  E ASSO MEDA,

gli Avvocati Pasquale Iasevoli & Danilo Volpe, Studio Legale Associato—Pomigliano D’Arco (NA);

Maria Pia Lenato Presidente Ass. GLOCAL di Turi, il Comm.

Nicolantonio LOGOLUSO, Confraternita di Volontariato Internazionale Cavalieri Templari Cristiani “Jacques de Molay” – COMMENDA di Bisceglie;

lo scenografo Mino MIALE Socio portavoce su Turi—Club per l’UNESCO di Bisceglie;

la cantante Rachel Semenou;

l’Architetto Pierpaolo SINIGAGLIA, past  President Club ROTARY di Bisceglie.

 Bamba ha, infine,  ringraziato i Cittadini di Turi intervenuti,  il  Pastificio “Divella”, le Cantine “Giuliani”, il Vivaio “La Rosa Blu “, la Friggitoria “L’oro ‘e Napule” di Bisceglie che hanno condiviso volontariamente, i valori e gli scopi delle due associazioni con un loro personale tributo alla serata; una targa ricordo, in legno inciso,  è stata consegnata a nome dell’Associazione ai segnalati che si sono distinti per l’occasione.

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Moussa Bamba è nato a Guenimanzo (Costa d’Avorio) il 21/12/79. Dopo il Liceo, ha studiato presso l’Universitè d’ ABOBO – Adjamé di Abidjan per  4 anni, Matematica e Fisica (PARI AD UN NOSTRO MASTER) e presso Academie Regional des Sciences et Techniques de la Mer, dove ha  conseguito una specializzazione in statistica e probabilità per poter lavorare poi sulle navi mercantili, dove ha prestato servizio per due anni. I percorsi scolastici tutti finiti con esame finale.

In Puglia lavora come venditore ambulante con licenza tipo B e quindi si sostiene da solo. Ha ottenuta una licenza commerciale nel 2012

L’associazione Ivoire Union è nata nel 2018. I suoi soci fondatori sono tutti stranieri che vivono in Italia da molti anni e che quindi hanno potuto vivere in prima persona tutte le realtà legate all’immigrazione e all’integrazione.

Un associazione rivolta a tutti senza distinzione di razza, lingua, religione e sesso, sia in ambito culturale, che sociale che di integrazione.

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Canada day

Hisilicon K3

Con un lungo  week end, il Canada festeggia la sua nascita; Il 1 Luglio 1867 fu sottoscritto l’atto Costitutivo della Nazione, formalmente conosciuta come the British North America Act.

La festa nazionale viene ostentata con le bandiere stese in ogni casa o sui balconi degli appartamenti.

Un pensiero va ai nostri connazionali emigrati in quella terra per cercare fortuna e riscattare condizioni di povertà e mancanza di lavoro. Miniere, ferrovie e foreste offrirono loro le prime opportunità.  Il Canada, il secondo Paese del mondo per estensione territoriale, ha accolto molti italiani; Toronto, Montreal sono abitati ora da italiani di seconda e terza generazione. Gli italiani pionieri hanno realizzato delle comunità territoriali: Little Italy, a volte indicata anche come College Street West, è un quartiere di Toronto, Ontario, Canada. E’ conosciuto come un quartiere molto affollato di imprese e ristoranti Italo-Canadesi. (http://www.italiansincanada.com/little-italy-a-toronto.html) La Comunità italiana è una delle più attive e presenti nella realtà canadese.

Molti i turesi che emigrarono in Canada e che, quando possono, tornano a Turi per rivedere le proprie radici, gli amici, i parenti.  Mi vengono in mente alcuni cognomi di italiani  emigrati nel Paese dei canguri: Ventrella, Lotito, Florio, Salvatore,  D’Addabbo, ma chissà quanti altri conosco che ho dimenticato. A loro tutti il nostro saluto ed augurio di godere la festa per la nuova Nazione a cui hanno contribuito con fatica e sacrifici, tenendo sempre nel cuore il paese che hanno dovuto lasciare.

 

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9 cherry customTuri 10 Giugno

In una giornata fresca accarezzata da un venticello di ponente, i corsi principali di via XX Settembre e via maggior Orlandi e le piazze S. Orlandi e A. Moro sono stati parcheggio per più di 600 moto, che hanno fatto bella mostra a quanti appassionati e curiosi hanno affollato il 9^ Raduno di moto, organizzato dall’Associazione “i MoTuri” di Turi.

per visionare alcune immagini dell’evento clicca sopra.

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Scrivere significa spesso cercare se stessi. Quando si scrive del paese natio è inevitabile che la memoria vada agli anni “fantastici” della fanciullezza vissuta nel luogo familiare del borgo e della comunità che ci hanno visto crescere. Tutto il passato assume necessariamente la forma di una lente che ingrandisce e preserva, con la patina malinconica e rassicurante del tempo, le nostre esperienze che si aprono alla realtà e al mondo che ci circonda. Viviamo, apprendiamo, sperimentiamo la vita dentro le strade, le piazze, le case, le tradizioni dei paesi in cui nasciamo e queste diventano per noi la realtà e il riferimento costante della nostra vita di adulti. Siamo in qualche modo prigionieri dei nostri ricordi, delle nostre passate sorprese sulla vita che si svolge dinanzi a noi nel suo scorrere infinito, dentro un orizzonte limitato che ci condiziona e nutre, ci affascina e consola, ci rende insoddisfatti e speranzosi, formandoci come uomini per il domani. Il paese è tutto questo.

Il mio paese, Turi, è un piccolo borgo di provincia tutto avviluppato nella sua attività agricola e contadina, una vita difficile e severa che ha disegnato il carattere della sua gente e delle sue tradizioni. Quella della storia di Sant’Oronzo e della sua presenza nel Paese è una delle più importanti e sentite ancora oggi. La chiesa dedicata al santo che i turesi chiamano il “Cappellone” è addossata al cimitero alla fine del lungo viale di immobili cipressi che accompagnano il visitatore verso la quiete assoluta, fuori dai rumori della strada e della civiltà. Qui la chiesa, costruita sulla grotta scoperta nel 1658 dove si dice si rifugiasse il santo vescovo Oronzo, si presenta nella sua forma di croce greca con la severità e semplicità del luogo del riposo eterno. La mia memoria va al ragazzino in pantaloncini corti che, in una delle luminose e calde giornate estive, entra nella chiesa deserta e inizia a scendere quelle scale silenziose e buie che portano verso la grotta. Nel silenzio assoluto del posto, i passi dei suoi sandali scuotono l’aria immota e quella discesa, all’inizio decisa, verso il sottosuolo, diventa incerta per il timore crescente di essere inghiottiti dal buio che si intravede. Un altro portale schiude adesso la discesa ancora più ripida e più buia. Vincendo il timore quasi naturale di quel luogo magico il ragazzo si avventura nell’antro sino alla fine, dove un piccolo lucernaio illumina un povero altare che resiste al tempo. È lì che s’immagina il vescovo Oronzo officiare la sua preghiera all’Altissimo, nella nuda semplicità della pietra come nella tradizione cristiana delle catacombe. Le voci popolari di cunicoli sotterranei che collegano la grotta al centro del paese aumentano in quel ragazzino il senso del mistero.

E poi la memoria va alle serate quiete senza traffico della fine degli anni 50, quando le famiglie cenavano all’aperto sull’uscio di casa, con la cena frugale contadina di peperoni, pomodori e melanzane mentre i ragazzi, in bicicletta, sfrecciavano sullo “stradone” di via V. Orlandi, passando poi dinanzi alla chiesa seicentesca di San Domenico, con il suo bellissimo altare barocco, la sua sacrestia e il coro con i confratelli della congrega a discutere del bilancio parrocchiale. Il collegio degli Scolopi, che ospita oggi il Municipio, con l’opera meritoria di istruzione dei frati per i meno abbienti, il collegio dei Francescani della chiesa di San Giovanni, poi usato come ospedale fino agli anni 60, la chiesetta di San Rocco, con la tradizione della processione dell’Annunziata, erano la cornice ideale per il circuito ciclistico.

Non solo chiese, anche la Turi laica prende forma nella memoria. L’enorme Palazzo Marchesale prima della famiglia Moles e poi dei Venusio, suscita la stessa meraviglia nel ragazzino che confronta quella costruzione con le piccole e modeste case del paese che rivendicano la loro nobiltà per il duro lavoro e per i sacrifici economici sostenuti. E come non ricordare la Torre dell’Orologio che sovrasta con la sua mole severa piazza San Giovanni, il luogo dell’incontro e delle trattative di lavoro in tutti quegli anni. E proprio accanto alla piazza, il carcere ci ricorda le ferree regole della legge e delle sue distorte applicazioni come la persecuzione degli oppositori politici. Gramsci e Pertini sono stati rinchiusi in quelle stanze che risuonano di dolore e rimpianti.

Sono le strade anguste e silenziose del vecchio abitato che bisogna frequentare per comprendere la differenza fra il passato e la modernità. È in quell’atmosfera semplice e severa, con le sue limitazioni, ristrettezze e povertà, dove il ricordo di una radio ad alto volume riempiva in passato quelle strade silenziose con i suoni e le notizie distanti della modernità ricercata e sospirata, che risiedono i ricordi di un uomo che è stato un ragazzino pregno di tutta quella vita paesana e tuttavia voglioso di conoscere il mondo con le sue allettanti promesse e con le sue inevitabili illusioni. ( da http://www.bridgepugliausa.it/)

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la-bambina-e-ilDomenica 4 Dicembre, presso il Polivalente, nell’ambito della iniziative della Casa delle idee (1), nella sala convegni delle Clarisse, un pubblico gremito ha accolto Dacia Maraini, la Signora della letteratura italiana, a Turi per la presentazione del suo ultimo romanzo “La bambina e il sognatore”

Vito Catucci ha presentato il romanzo insieme con la presidente di Didiario, Alina Laruccia, legata da consolidata amicizia alla scrittrice e con il vicesindaco Lavinia Orlandi.

L’io narrante de “La bambina e il sognatore”è un maestro e giornalista, grande lettore e grande sognatore, rimasto solo dopo la morte della figlia di 8 anni e l’abbandono della moglie, che sogna di aver assistito al sequestro di una bambina somigliante alla figlia morta di leucemia. Il titolo del suo primo romanzo è invece “La vacanza”. E’ stato pubblicato nel 1962, un anno particolare da ricordare anche per un colpo di fulmine e l’inizio di un grande amore, con Alberto Moravia.

Tra il primo e l’ultimo romanzo sono trascorsi 54 anni, duranti i quali ha avuto una vita intensissima ed una frenetica produzione letteraria: decine di romanzi, diversi saggi, libri di poesie, racconti, una trentina di opere teatrali ancora rappresentate in Europa e in America, e tanto altro ancora.

Alcuni suoi libri sono stati tradotti in film. L’ultimo, nelle sale in questi giorni, è “L’amore rubato”, tratto dall’omonimo romanzo pubblicato nel 2012. Da un romanzo del 1972, invece, tratto il film “Memorie di una ladra” con Monica Vitti.

Cittadina del mondo nel vero senso della parola, Dacia Maraini ha vissuto molto intensamente il passato e altrettanto pienamente vive il presente e si proietta nel futuro, ma rimanendo sempre vicino all’albero delle tre memorie di Platone. E su uno dei rami di quell’albero si è posata, tra i tanti, anche un uccellino di “la Repubblica”, Concita De Gregorio che le ha dedicato un libro per omaggiarla. Il titolo è “Non chiedermi quando”, sottotitolo Romanzo per Dacia.

d-maraini-e-v-catucciNel corso della sua intervista, Vito Catucci ha augurato, alla Signora della letteratura italiana, lunga vita, a 3 settimane dal suo ottantesimo compleanno. L’ha pure ringraziata, come pugliese, per aver fatto un riferimento nel romanzo ad una località della Puglia, e, come turese, per la sua presenza a Turi per seconda volta .

La bambina e il sognatore

La paternità strappata è il filo conduttore dell’ultimo romanzo di Dacia Maraini che, per la prima volta, ha come protagonista un uomo, un uomo semplice che insegue un sogno, un lettore accanito dotato di una sensibilità superiore, e soprattutto un maestro – giornalista che insegna raccontando . Un maestro che vorrebbe “insegnare ad amare le parole, i libri, la conoscenza, il pensiero.” (altro…)

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VENDO a TURI

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appartamento mq 114 al 2^ piano , anno costruzione 1990, buone condizioni, in centralissima via Gramsci, III traversa;

l’appartamento, dotato di doppi servizi, fragassè, riscaldamento indipendente;  garage  di mq 28 e  balconi (mq 30)  lato Est, è libero e  pronto alla consegna.

(mappa)          clicca quì per foto appartamento

TELEFONO      tel. 333 63 78 432      080  8915765

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