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Risultati immagini per halloweenHalloween, tradizione nordica propagandata anche in Italia,  distrae la gente dalla riflessione del momento, tuffandola in un clima anticipato di “carnevale” nord-americano,  scaramantico contro il mondo dell’aldilà. Ragazzini, spesso accompagnati dai genitori, girano per il paese, in maschera, entrando nei negozi, in particolare, chiedendo “dolcetti o scherzetti” per ottenere qualcosa in cambio; altri si divertono a dar fuoco a petardi con spavento di passanti.

Per noi,  le feste di Ognissanti e dei Defunti segnano l’inizio della stagione fredda; oggi come ieri è una bella giornata di sole rinfrescata dalla tramontana;  ha favorito il rito di andare al cimitero, per mettere ordine presso i propri loculi o cappelle funerarie e deporre fiori davanti ai simulacri dei loro cari.

Il culto dei morti è un invito ad un colloquio più diretto con i  defunti, quasi a condividere con loro l’agognata pace e a ricordare la caducità terrena; oggi,  vigilia, non si lavora nei campi; si dedica il tempo alla visita con i  familiari, per l’intera festività, presso i resti dei propri cari;  i viventi si muovono  lungo i sentieri della città dei morti, e si soffermano davanti alle immagini dei defunti.

Lo scorrere di volti, di nomi, di fotografie porta il visitatore a ricordare le persone che conosceva in vita, a  stupirsi quando vede chi da tempo non vedeva,  a chiedersi di chi sia  quel volto sconosciuto; la pietà si mischia con la curiosità; Il tempo e lo spazio non hanno più valore, la vita stessa perde il suo significato; e pure il ricordo non ha più tempo.
La preghiera per i defunti (ma forse anche per noi stessi) viene spontanea, ed il senso d’angoscia talvolta ci assale; con un segno di croce si cerca di allontanare la paura della morte e d’intercedere per i propri cari.

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urneviale
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?

……
e quando vaghe di lusinghe innanzi
a me non danzeran l’ore future,
né da te, dolce amico, udrò piú il verso
e la mesta armonia che lo governa,
U. Foscolo

Per la celebrazione della solennità d’Ognissanti e dei defunti, le pratiche, sia religiose che profane, nella tradizione turese, non mancano; va subito detto che in questi giorni non si usa mangiare carne né  pesce, al massimo  baccalà; il pane viene spesso sostituito  da “ fecazzèdde di muerte” focaccine a base di farina e fecola di patate

La notte precedente il due novembre, nelle case si usava, e si usa ancora, preparare e apparecchiare un posto in più a tavola; si crede che in questa notte i morti escano dai loro simulacri per visitare le proprie dimore ed i rispettivi parenti, dove potranno essere ospiti.

E la presenza dei morti, presso le case o vicino ai familiari, perdura per tutta la festività natalizia, per allontanarsi, poi, nel giorno dell’Epifania.

E sempre nella notte che precede il 2 novembre  vengono accesi i ceri, davanti a  foto dei defunti, o di immaginette di santi protettori, verso i quali si chiede di impetrare la grazia della resurrezione dell’anima dalle tenebre degli inferi.

giorno da centenario

100-massaro2Martedì 25 scorso il sig. Marino Massaro ha compiuto 100 anni. Egli, ormai vedovo e senza figli, viene assistito dalla nipote Margherita e dal marito Carlo che, pur vivendo a Capurso, quotidianamente, lo accompagnano a Turi per non fargli perdere il calore della propria casa.

Numerosi nipoti, giunti da vari paesi della provincia di Bari e da Oria, lo hanno festeggiato presso il Bar Nottingham. Per rendere ancor più solenne il momento- Alla serata ha partecipato il Sindaco, dott. Coppi, che ha consegnato a Marino una targa dell’Amministrazione Comunale;  egli ha ricordato che “ha attraversato due guerre e combattuto per la pace”. Proprio per la sua partecipazione al 2° conflitto mondiale, il presidente ANCR della Federazione Provinciale di 100-massaroBari, cav. Nicola Guglielmi, lo ha omaggiato con una pergamena ed una medaglia con inciso il suo nome.

Era presente anche il col. Motolese della Brigata Pinerolo col quale il nostro centenario ha conversato, ricordando alcuni momenti dei suoi trascorsi sul fronte greco-albanese e della ferita ad una mano riportata in combattimento.

Alberto Lenato (commissario sezione Combattenti Turi)

VENDO a TURI

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Ninuccio Napolitano

 

In via XX Settembre al civico 12, esiste una sezione del dopolavoro Aeronautica intitolata a “Ninuccio Napolitano”; Presidente dell’Associazione Franco Colaprico, motorista in congedo dal 36° Stormo dell’Aereonautica di Gioia del Colle.

Chi è Ninuccio Napolitano: Domenico ( detto Ninuccio), di Francesco, era nato a Turi  il 4/8/1912 in via Regina Margherita da Eleonora Ostuni .

Alto 1.70 capelli castani mento tondo,  si arruola volontario  nella Reale. Aeronautica in seguito ad un bando con l’obbligo di ferma di 30 mesi a decorrere ad aprile 1931, nella categoria motorista.
Da 1^ aviere motorista, viene promosso aviere scelto il 16/5/1932 ed assegnato al Regio Aeroporto di Pisa nel’aprile del ’33; il 13 giugno è in forza presso il R. Aeroporto di Castiglion del lago e passa sotto il Comando Aviazione del Basso Tirreno di Nisida, inizialmente 2^ gruppo idrovolanti con sede a Napoli dal 1923.

Durante una esercitazione navale nel Golfo di Gaeta, alla presenza di Benito Mussolini, l’idrovolante, sul quale operava Ninuccio, precipita davanti a Formia il 6/6/1934 per un incidente e perdono la vita tutti gli occupanti.

Il 7 giugno di 81 anni fa, un solenne funerale di Stato fu celebrato a Turi in onore di Domenico Napolitano; partecipò il fratello Vincenzo con i genitori .

tomba NapolitanoIl trasporto della salma da Gaeta, come quelle delle onoranze funebri rese a Turi, furono assunte a carico dello Stato.  Il  26 giugno dello stesso anno,  il padre del valoroso aviatore chiede ed ottiene dalla Giunta comunale di Turi la concessione gratuita di una zona di terreno nel recinto del cimitero a lato ovest dello stesso, a ridosso dell’abitazione del custode.
Sul mausoleo, sormontato da un idrovolante di pietra in scala è inciso questo epitaffio,

 

PEI CIELI SCONFINATI EI VOLANDO

QUEST’ALA ARDIMENTOSA

FRA IL ROMBO DELL’ELICA

LA FIAMMA ACCESE ALL’ITALIA REDENTA

E CON FERVIDO SLANCIO LIBRANDOSI

IL 6 GIUGNO 1934

SUL GLAUCO SPECCHIO DI GAETA

CADDE SPEZZATA

LE SPOGLIE IL NOME DEL FIGLIO

TURI RACCOLSE INCISE SU QUESTA PIETRA

NINUCCIO NAPOLITANO

PERCHE’ RICORDI

CON L’OLOCAUSTO DEI SUOI VENT’ANNI

L’IDEALE DELLA VITA ONORE E GLORIA

festival manifesto
A conclusione di una Master Class di Bel Canto guidata dalla soprana Adriana Damato ed organizzata dal Chiediscena diretto da Ferdinando Redavid, i partecipanti con altri ospiti si esibiranno in un Festival il 30 luglio prossimo in piazza Antico Ospedale.
Il programma completo:
Sinfonia L’Italiana in Algeri di G. Rossini

Duetto“ La ci darem la mano” dal Don Giovanni di W. A. Mozart

Di G. Rossini Sinfonia Barbiere di Siviglia Aria “Cavatina di Rosina “ Aria “La Calunnia”

Aria “O mio babbino caro” dall’ opera Gianni Schicchi di G. Puccini

Preludio III atto di Traviata di G. Verdi

Aria “ Dei miei bollenti spiriti”da Traviata di G. Verdi

Aria “ Voi lo sapete o mamma “ da Cavalleria Rusticana di Mascagni

Aria “ Che gelida manina “ da Boheme di G. Puccini

Aria “Si mi chiamano Mimì “ da Boheme di G. Puccini

Crisantemi” Elegia per Archi di G. Puccini

Aria “ Vissi d’arte” da Tosca di G. Puccini

foto di Chi È Di Scena.Adriana Damato – soprano

Tina D’Alessandro – mezzosoprano ospite
foto di Chi È Di Scena.Lorenzo Salvatori – basso baritono ospite

foto di Chi È Di Scena.Nico Franchini – tenore

(L’ingresso al Festival è gratuito)

 

sepolcretoTuri 22 luglio 2016

Stefanino Rossi ha abbandonato il suo giardino incantato per visitare ” l’Eden dell’Eterno”. L’ultimo di una famiglia di edili, costruttori e scalpellini, ora riposa nel sepolcro, che lui stesso ha scolpito.

Stefano, figlio di Domenico, era nato nel 1930; trascorreva gran parte del suo tempo nella sua bottega in via tenente Notarnicola a Turi.

Per molti anni della sua vita ha diretto  una impresa di restauro di monumenti commissionati dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici; alla figlia Angela ha consegnato il testimone per ritirarsi nella sua bottega  e dedicarsi alla scultura.

In questo laboratorio imbiancato, angusto per le tante opere realizzate,   lui coltivava la sua passione che ha cercato di inculcarla in alcuni giovani desiderosi di apprendere l’arte della scultura.

Quando qualche volta lo incontravo nel suo “giardino incantato” era felice  di farmi ammirare le sue creature; mi parlava di quei volti,  della materia da cui li aveva partoriti.  Se mi fermavo a guardare un volto di donna con i “capelli crespi rossicci“, lui, subito, mi spiegava la sua storia – è una pietra del Brasile, utilizzata per abbellire i giardini;  ho scavato nella pietra, “frullato”  il ricavato, impastato in un calco e, dopo averlo lavorato, ho riposizionato nell’incavo- diceva.     Un’opera di chirurgia plastica.

 

Un campionario di volti affollavano tutto lo spazio; su di un ballatoio, pietre tagliate per lunghezza appese ad un tubolare di ferro in sequenza che  l’autore percuoteva, facendole vibrare come lamelle di xilofono.

Stefanino, volle creare una Fondazione  con lo scopo di inaugurare a Turi un museo della pietra e insegnare  le tecniche di lavorazione. Ha insegnato scultura presso l’Università della terza età di Turi.copertina-rossi

Incoraggiato da amici incominciò a mostrare a tutti alcune sue opere presso il chiostro delle clarisse e in piazza marchesale e nella splendida cornice del castello federiciano di Gioia del Colle, dove presentò il suo primo catalogo “la voce della Pietra” edito dalla tipografia Vito Radio.

“la pietra è eterna, ma ha bisogno di noi, del nostro amore per esprimere bellezza, sfidare il tempo, divenire testimonianza…” (Stefano Rossi)

Il suo amore per il bello ha contagiato le sue figlie e nipoti. Ad esse e alla moglie Isa va il nostro mesto pensiero e il cordoglio.

 

Resoconto della visita
domenica 12 giugno 2016.
tortaIl Fiduciario di Turi Giovanni Palmisano, il Console di Lecce Mario Giangrande e il Console di Brindisi Giuseppe Genghi, per il terzo anno consecutivo, hanno organizzato la visita a Turi in occasione della Sagra della Ciliegia Ferrovia. Hanno  partecipato i soci del Touring Club Italiano delle province di BR, LE e BA; con essi  i Consoli GENGHI Giuseppe, GIANGRANDE Mario e COLONNA Giovanni, il Vice Console URSO Oronzo,  il Fiduciario GRAVINA Giovanni e la Coordinatrice APERTI PER VOI, LASAPONARA Maria.
In 48 i Soci del TCI sono stati accolti, all’arrivo a Turi, dal Sindaco Dott. Domenico Coppi che unitamente al Fiduciario Giovanni Palmisano hanno guidato i Soci nella visita del centro storico e del convento delle clarisse da poco aperto al pubblico dopo un lungo restauro.
L’incontro istituzionale si è svolto in una sala conferenze del convento che ospita la biblioteca ed alcune mostre. Dopo il saluto di ringraziamento, per l’accoglienza ricevuta, da parte del Console Genghi, il Sindaco ha rivolto il saluto di benvenuto e ha illustrato tutte le iniziative che ha avviato, a seguito del piano di miglioramento ricevuto dal Touring Club Italiano, per l’assegnazione della “Bandiera Arancione”. Al termine dell’incontro il Console Genghi ha consegnato al Sindaco una targa ricordo.
E’ seguita la visita guidata della città con il fuori programma della visita della cella di Antonio Gramsci, presso la Casa di Reclusione in Piazza Aldo Moro, predisposta dal Sindaco.
1 premio alla migliore ciliegia d'Italia.JPG

alla migliore ciliegia  d’Italia

Tutti i partecipanti hanno molto gradito le bellezze della città ed apprezzato, in particolare, il centro storico, la Cappella di San Rocco e la Chiesa matrice. Il pranzo si è svolto presso il ristorante “Ruota garden” di Turi, con la partecipazione del Sindaco e consorte. Il Console GENGHI, prima del termine, ha ringraziato il Fiduciario Palmisano per l’impegno manifestato nell’organizzazione della visita, il titolare del Ristorante per l’ottimo pranzo servito e ancora una volta il Sindaco per la eccellente accoglienza riservata ai Soci del Touring.

Nel pomeriggio i Soci hanno visitato la grotta di Sant’Oronzo ove è conservato un pavimento in maioliche di Laterza del 1700, un’azienda agricola e gli stands delle ciliegie posizionati nella via principale della città.
Tutti i partecipanti hanno avuto la possibilità di acquistare dei cestini con le ciliegie “ferrovia”.
Giuseppe GENGHI

album fotografico